Paganin: "Caso Acerbi-Juan Jesus, ci sono solo due opzioni. Il Napoli si è ritrovato"
L'ex difensore di Inter e Atalanta, Antonio Paganin, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della testata giornalistica AreaNapoli.it.

Antonio Paganin, nel corso della sua carriera, militò per sei stagioni all'Inter raccogliendo in campionato 109 presenze. In nerazzurro conquistò la Coppa UEFA due volte, nel 1991 e nel 1994. L'ex difensore vestì anche la maglia dell'Atalanta. Con la DEA raccolse 27 presenze nella stagione 1995/1996. L'attuale allenatore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it: "A differenza di un mese fa il Napoli si è ritrovato, ha ripreso fiducia. Ora ha una sua identità, è una squadra difficile da affrontare".
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"A differenza del Napoli, la DEA non ha mai perso la propria identità. Non ha cambiato la guida tecnica, porta avanti da tanti anni un progetto. Rappresenta la continuità. Con il Bologna è una delle vere sorprese del campionato perché è riuscita a riconfermarsi ad alti livelli".
Come spiega il crollo del Napoli in questa stagione?
"La squadra è rimasta quasi la stessa, ma a mio avviso si sottovalutano alcune cose".
Quali?
"La perdita di allenatore e DS. Sono tasselli importantissimi. Il Napoli si è ritrovato in questa stagione a fare a meno di Luciano Spalletti e Cristiano Giuntoli, sono contraccolpi che i calciatori subiscono. La linea guida all'interno dello spogliatoio la detta l'allenatore. Le faccio un esempio pratico. Può sembrare una stupidaggine, ma un Luciano Spalletti che impone il divieto di utilizzare la playstation è fondamentale all'interno di un gruppo. Inoltre anche Giuntoli aveva un ruolo fondamentale del Napoli".
Non posso non chiederle del caso Acerbi-Juan Jesus, che idea si è fatto sulla vicenda?
"Ci ho riflettuto molto e sono arrivato a questa conclusione: ci sono solo due opzioni. La prima è che i due si siano capiti male, che ci sia stato un malinteso. Capita spesso, non sarebbe una novità. La seconda opzione è che uno dei due calciatori menta. Il Giudice Sportivo ha valutato tutti gli elementi a sua disposizione e ha preso la decisione che, dal suo punto di vista, è la più corretta".
L'ultima domanda è sulla "sua" Inter. Come spiega l'exploit dei nerazzurri rispetto alla scorsa stagione nonostante i tanti importanti addii?
"La chiave sta nella finale di Champions League. L'Inter se l'è giocata alla pari con il Manchester City, uno squadrone. I nerazzurri hanno acquistato quella consapevolezza di essere forti, ora sanno di potersela giocare contro chiunque. Inoltre certe cessioni importanti come quella di Lukaku ha responsabilizzato maggiormente chi c'era già prima. Un po' tutti stanno dando di più rispetto al passato. Infine sono stati acquistati dei calciatori funzionali al progetto tecnico di Simone Inzaghi".
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