Osimhen: "Napoli, vi racconto tutta la verità. Quel filmato su Tik Tok mi fece male. Conte mi parlò nel suo ufficio"
Victor Osimhen ha parlato alla Gazzetta dello Sport rivelando i motivi del suo addio al Napoli: "Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo".

Victor Osimhen torna a parlare per la prima volta del suo addio al Napoli. L'ex attaccante della compagine partenopea ora in forza al Galatasaray ha rilasciato un'intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi trattati dal bomber nigeriano.
Osimhen parla del Galatasaray
Il nigeriano ha iniziato la sua intervista parlando della sua avventura con la maglia del Galatasaray: "Ho trovato un club e una città che amo, forse è stato un colpo di fortuna. Appena arrivi a Istanbul capisci come mai chiunque abbia giocato qui si sia innamorato della squadra e della gente. Non avevo mai provato nulla di simile Stiamo cercando di crescere a livello internazionale, sono stati acquistati altri giocatori di altissimo livello e puntiamo a fare bene in Champions League. In Turchia siamo una realtà affermata, ma ora vogliamo lasciare il segno in Europa”.
La fine dell'avventura al Napoli
La sua avventura al Napoli non è finita nel migliore dei modi. “A me dispiace per i tifosi, anche perché io non ho mai parlato di quanto è accaduto. Alcuni di loro si sono presentati davanti a casa mia chiedendomi spiegazioni. Ci siamo confrontati, a loro chiedevo di mettersi nei miei panni. Dopo che il Napoli ha pubblicato quel video su TikTok, qualcosa si è rotto definitivamente”.
Il video di sfottò su TikTok
Ci spiega il motivo? “Chiunque può sbagliare un calcio di rigore, chiunque può essere preso in giro per questo. Il Napoli l’ha fatto soltanto con me, tra l’altro con allusioni di un certo tipo. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via. Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto la palla al balzo per mettermi contro i tifosi. E pensare che mia figlia, per me, è più napoletana che nigeriana…”.
L'accordo con De Laurentiis
Prima che il Napoli pubblicasse quel video, com’era il suo rapporto con De Laurentiis? “Avevamo un gentlemen agreement in base al quale l’estate successiva sarei potuto partire, ma dall’altra parte l’impegno non è stato mantenuto del tutto. Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane. Vai di qua, vai di là, fai questo, fai quello… Ho faticato tanto per fare carriera, non potevo accettare quel tipo di trattamento. Non sono un burattino”.
Il confronto con Antonio Conte
Conte ha provato a ricucire lo strappo? “Certo, anche se hanno detto in giro che non mi voleva in squadra. Siamo seri? Quale allenatore in quel momento non mi avrebbe voluto? Appena arrivato, Conte mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto che era a conoscenza della situazione ma che, nonostante tutto, voleva che rimanessi. Gli spiegai che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui ma ormai avevo fatto la mia scelta: non volevo continuare a lavorare in un posto in cui non mi sentivo felice”.
Non sono arrivate le scuse
Cosa le dispiace maggiormente? “Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo. Dopo quel famoso video, Edoardo De Laurentiis mi ha chiamato più volte. Stop. Nel frattempo si vociferava che io arrivassi al campo in ritardo, che litigassi con i compagni… Sono tutte bugie. Mi spiace per i tifosi, però li capisco e li ammiro: supportano il club sempre e comunque. Per loro il Napoli viene prima di tutto”.
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