Orrico: "Il Napoli paga la perdita di un gigante. I toscani hanno una marcia in pił"

Corrado Orrico, allenatore, ha parlato di quanto sta accadendo nel campionato italiano di Serie A dopo le prime sette giornate.
Il campionato italiano di Serie A, dopo appena sette giornate, vede in testa le due milanesi con Napoli, Juventus e Fiorentina a inseguire. Ne ha parlato Corrado Orrico a Tuttomercatoweb.com: "Questo campionato mi piace certo, c'è qualche carenza grossolana da parte delle grandi squadre, però mi piace proprio perché c'è equilibrio. Non mi pare ci sia ancora una squadra che abbia preso il volo come ha fatto la Juventus in passato o lo stesso Napoli l'anno scorso. È questo che diverte, perché aiuta a fare previsioni che poi saranno smentite, o confermate".
Chi la diverte di più?
"Il Milan, perché è quella che gioca meglio a calcio. Ha uomini al posto giusto; un grandissimo portiere; un difensore di valore mondiale; un centravanti che, malgrado l'età, le palle che gli capitano le mette dentro. Gioca un bel calcio: non è che abbia sposato il Milan, intendiamoci, però l'Inter per esempio non mi convince".
Come mai?
"Ha grande valore nei suoi giocatori, però la guida tecnica ha stravaganze che non sempre hanno senso. Penso alla panchina di Lautaro a Salerno: era talmente arrabbiato che è entrato e ha fatto quattro gol. È uno che va fatto giocare sempre: sta bene, è un animale da combattimento e non è tanto soggetto a infortuni come altri. Ha un fisico nato per giocare a calcio".
Cosa pensa del Napoli?
"Il Napoli paga la sostituzione di un gigante, qual è Spalletti. Ora mi accuseranno di toscanità, ma gli allenatori toscani hanno sempre qualcosa in più. È una regione dove astuzia e cultura sono di casa: Spalletti abitava a 30 km da dove è nato Machiavelli. E non è poco: se la filosofia politica ha espresso Machiavelli, un gigante per l'eternità, chi è nato in quella zona lì qualcosa ha assorbito e se lo porta dietro".
Chi è in crisi sembra essere Sarri
"Il rischio di Sarri glielo dico io qual è: enfatizza in maniera ripetitiva dei concetti tattici che mandano al manicomio i giocatori. I suoi hanno un surplus di insegnamento, perché lui ne fa una questione di vita o di morte. Esaspera tutto ciò che caratterizza una squadra e i calciatori, sottoposti a questo lavoro, vanno in confusione: poi, intendiamoci, la Lazio ha perso un giocatore che vinceva da solo almeno 4-5 partite a campionato come Milinkovic-Savic e si sente tanto".








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