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Oliseh: "Io, la Juventus e il giovane Ancelotti. Ma lasciatemi dire una cosa su Moggi"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Oliseh: Io, la Juventus e il giovane Ancelotti. Ma lasciatemi dire una cosa su Moggi

Sunday Oliseh, ex giocatore della Juventus, ha ripercorso le tappe della sua avventura in bianconero attraverso una intervista rilasciata a "Il Posticipo".


Sunday Oliseh, ex centrocampista della Juventus, ha rilasciato una intervista al sito "Il Posticipo", ripercorrendo le tappe della sua carriera in bianconero", non proprio delle migliori: "Dopo due anni all’Ajax, mi volevano Roma e Juve. Io volevo giocare coi giallorossi perché erano guidati da Fabio Capello, un allenatore che mi piaceva tantissimo e che era arrivato per fare una bella squadra. Lo considero un grande tecnico, uno dei migliori al mondo: mi aveva fatto capire cosa voleva, era stato chiaro con me. Ho tanto rispetto per quest’uomo. I bianconeri hanno fatto un’offerta migliore alla mia squadra. L’Ajax voleva vendermi alla Juve anziché alla Roma così alla fine sono andato a Torino".


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Inoltre, aggiunge: "La stagione 1999-2000? Ancelotti era giovane. Non ero l’unico a giocare poco: anche altri calciatori erano nella mia situazione. Non è stato uno dei momenti più belli della mia carriera, non mi sentivo bene dentro lo spogliatoio. Non mi piaceva come ero stato trattato. A settembre dopo tre mesi avevo chiesto di andare via, ma il direttore Moggi mi aveva detto di no. Avevo qualche problema fisico alle caviglie. L’anno dopo sono andato in Germania al Borussia Dortmund: era arrivata l’offerta e dopo mezz’oretta avevo già firmato. Con loro nelle stagione 2001-02 ho vinto la Bundesliga e ho disputato la finale di Coppa UEFA. Non è colpa di nessuno per come è andata la mia esperienza alla Juventus: non era il momento giusto di trasferirmi lì. Moggi? È stato criticato per cose che non riguardavano il suo rapporto coi giocatori. Era il nostro direttore e ogni volta che sono andato a parlare con lui mi ha ascoltato: per me è un grande uomo, mi dispiace se altri la pensano diversamente. Erano in tre in quella Juve: c’erano anche Bettega e Giraudo. Sono stati grandi, non ho avuto nessun problema con loro e nemmeno con Ancelotti, anche se non mi faceva giocare. Ricordi positivi? Tante cose: è stato un grande onore allenarmi con Zidane ed è stato bello vedere Ancelotti lavorare, da lui ho imparato a fare la fase difensiva. Mi piaceva tanto la vostra cucina: in Italia si mangia bene. Torino era vicina a Milano e ogni tanto io, mia moglie e mio figlio prendevamo la macchina per andarci. Oggi Torino è più bella rispetto al passato. Anche la Juve è cambiata, ha costruito il nuovo stadio. Pure il calcio italiano è diverso: quando ci ho giocato io, vincere era più importante rispetto a giocare bene". 


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