Nino D'Angelo: "Sono ricco ma vivo da povero. Maradona andava matto per un piatto"
In un'intervista sul settimanale Oggi, il cantante Nino D'Angelo ha parlato di Maradona e di altri temi.

Intervistato in esclusiva da Oggi, Nino D'Angelo si è lasciato andare ad una confessione particolare: "Ora sono ricco, ma vivo da povero. Chi ha visto la mamma umiliarsi, con quelli che si prendono i mobili perché non può pagare la pigione, ecco a chillo là non lo ferma nessuno. Oggi tutti hanno i telefonini e le televisioni in casa, mamma pagava la vicina per farci guardare i film western, li chiamavamo sceriffi. Non me ne frega niente del materialismo, non ho neppure mai comprato un pianoforte. I miei figlia sono cresciuti borghesi, non come me. Sono andato via da Casoria quando mi hanno sparato in casa. Mi sono trasferito a Roma, sulla Cassia. Per paura li ho pure iscritti in scuole a pagamento".
Poi il retroscena su Diego Armando Maradona: "Erano gli anni Ottanta. Il team di Maradona voleva denunciarmi: chi è questo? Gli hanno risposto: questo qua è come Maradona. Diego mi ha voluto conoscere e siamo diventati amici, ci univa il fatto che lui non poteva uscire mai, io non potevo uscire mai. Eravamo troppo conosciuti, io col caschetto, Diego era Diego".
Conclusione di Nino D'Angelo: "Andavamo a casa di Peppe Bruscolotti, il capitano del Napoli dell’epoca. Parlavamo di calcio e di musica, di quello di cui di solito parlano gli amici. A Diego piaceva lo spaghetto aglio e olio che gli faceva la moglie di Peppe. È stato un privilegio".








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