Nesta: "Gli dicevo 'Ti spacchiamo in due', lui rideva. Era impossibile da marcare"
In un'intervista rilasciata ad Amazon Prime Video, Alessandro Nesta ha ricordato i duelli in campo contro un fenomeno del calcio mondiale.

Intervistato in esclusiva da Luca Toni nel programma Fenomeni, Alessandro Nesta ha ricordato così il suo addio alla Lazio: "Sapevo che quello era il mio ultimo anno con la Lazio, erano otto mesi che non prendevamo lo stipendio: eravamo a pezzi, il club da un punto di vista finanziario aveva tanti debiti".
"Io venivo dal settore giovanile e se mi avessero venduto sarebbe stata una plusvalenza. È stato un anno difficile: all'inizio pensavo all'Inter, avevano parlato col club nerazzurro per mandarmi lì, l'anno prima avevo detto di no al Real Madrid. Probabilmente sarei rimasto tutta la vita alla Lazio, purtroppo c'è stato il tracollo. Non mi sarei mai immaginato una vita lontana dalla Lazio. Lasciare la Lazio è stato un trauma, nei primi mesi è stato durissimo, io non sarei mai voluto andar via, la gente era molto attaccata a me. Mi sono pentito tanto" ha confessato l'attuale allenatore del Monza.
Poi la confessione sull'attaccante più forte mai marcato: "Ronaldo è andato oltre tutti. Io ho giocato contro Messi, contro Cristiano quando era giovane al Manchester e al Real Madrid. La sera della finale di Coppa Uefa 1998 è stato un incubo. Una partita senza senso. l'Inter era una squadra normale con buoni giocatori, ad esempio aveva Zanetti, ma aveva Ronaldo che quando prendeva palla accendeva tutto. L'abbiamo minacciato, ti spacchiamo in due e lui rideva. Mai preso in tutta la partita. Quella sera giocavo centrale con Paolo Negro, sono uscito con grande dignità. Ci ha ammazzato, troppo forte per me. Mi sono detto: non sono capace di fermare uno così forte".
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