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Napoli-Genoa, Faccenda ricorda: "Lo stadio tifava per noi. Stavano facendo una porcata"

Mario Faccenda, ex calciatore del Genoa, ha ricordato quanto accadde ormai 40 anni fa a Fuorigrotta tra il Napoli e i liguri.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

08/05/2022 10:41 - Interviste
Napoli-Genoa, Faccenda ricorda: Lo stadio tifava per noi. Stavano facendo una porcata
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Un goal di Mario Faccenda contro il Napoli consentì al Genoa di acciuffare per i capelli una salvezza ormai insperata nel 1982. L'ex calciatore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Repubblica: "Sono passati quarant’anni, ma a me sembra ieri. Ho ricordi nitidissimi: il corner di Iachini, Russo che di testa allunga la traiettoria, io che sbuco sul secondo palo colpendo al volo di interno destro e mettendo la palla tra il montante ed il portiere. E certamente non ho dimenticato che il calcio d’angolo fu propiziato da un rinvio sbagliato di Castellini, il portiere del Napoli. La palla gli scivolò dalle mani e invece che in avanti finì così in calcio d’angolo. Quel gol fu molto chiacchierato, ma vi posso assicurare che fu di un grandissimo indice di difficoltà. Ancora adesso faccio fatica a capire come ho fatto a metterla proprio lì, trovando il pertugio giusto".

Quel goal rese inutile la vittoria del Milan a Cesena: "La squadra rossonera, che era sotto di due gol, in soli dodici minuti si era portata sul 3 a 2 – ricorda Faccenda - La gente sugli spalti capì che stavano facendo una porcata e si schierò dalla nostra parte".

Nacque così anche il gemellaggio tra i tifosi di Genoa e Napoli che è stato sciolto solo qualche anno fa: "E dire – continua Faccenda – che non avrei dovuto nemmeno giocare. Mi ero infortunato la domenica precedente a Marassi, proprio nello scontro diretto con il Milan che perdemmo in maniera rocambolesca dopo essere stati in vantaggio. A condannarci era stato un calcio di rigore provocato da Briaschi, che istintivamente aveva toccato la palla con una mano. Mi ero fratturato la testa del perone, ma me ne accorsi solo cinque anni dopo. Avevo male e così Simoni mi lasciò in panchina. Entrai soltanto a dieci minuti dalla fine al posto di Gorin, sei minuti dopo segnai il gol che è entrato nella storia del Genoa".


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