Napoli, Esposito: "Scudetto perso: il colpevole ha un nome e un cognome"

Il giornalista e conduttore di Area di Rigore, Paolo Esposito, ha parlato anche di Luciano Spalletti nella sua intervista ad AreaNapoli.it.
Paolo Esposito, giornalista e conduttore sia televisivo che radiofonico, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it: "Siete sicuri che arriverà al Napoli un altro nuovo portiere? Beh, io non ne sono molto sicuro. Chissà che alla fine non restino proprio Meret e Sirigu. Tra l'altro, secondo e terzo portiere della Nazionale campione d'Europa appena 1 anno fa. Roberto Mancini è un vero grande allenatore. Uno che ha vinto scudetti e Coppe anche da allenatore e voi credete che sia un incompetente o un folle a convocare ancora Alex Meret in Nazionale? O sia Spalletti a non capire nulla di portieri? Luciano Spalletti, che non ha mai vinto uno scudetto ma qualche scudetto lo ha fatto perdere ad esempio al Napoli, l'anno scorso per sua dabbenaggine, specie nella errata lettura di più partite in corso, con cambi assurdi. Da allenatore di Interregionale. È lui il principale colpevole dello scudetto perso dal Napoli la scorsa stagione. O forse pensate che il Milan, poi diventato campione d'Italia, era più forte del Napoli?".
Su Bremer: "È il solito opportunista. D'altronde come un po' tutti i giocatori professionisti. Come quelli che baciano la maglia della squadra dove stanno giocando in quel momento, salvo lasciarla e andar via il mese dopo in una squadra, un club che gli offre più danaro. Naturalmente, pronti a baciare dopo qualche giorno, anche la nuova maglia. Mi meraviglio di chi si meraviglia ancora per queste cose. Solo i veri tifosi, l'unica parte che è rimasta sincera e genuina nel mondo del calcio. Poi tutto il resto è solo ipocrisia e avidità di quattrini, come se dovessero vivere in eterno".
Sul mercato del Napoli: "Ci sono ancora 18 giorni di mercato aperto, è ancora presto per dare giudizi definitivi. Quindi c'è tempo per migliorare l'organico e senza farsi pigliare per la gola. E l'ho detto anche ad Aurelio De Laurentiis, nella trattativa Raspadori in primis. Una punta forte, duttile ma che non vale tutti quei quattrini che chiede Carnevali del Sassuolo. Fosse stato per lui l'avrebbe dato alla Juventus per molto meno e magari "a cambiali" come nella cessione di Locatelli al club torinese di Elkan e Agnelli. In effetti, le prossime 3 gare il Napoli non le deve giocare contro Real Madrid, Bayern di Monaco e Chelsea ma contro Verona, Monza e Fiorentina. Tre partite che anche con l'attuale organico, il Napoli può vincere. Quindi, calma e sangue freddo. Poi non credo che i dirigenti del Verona erano così fessi da cedere Simeone al Napoli prima di Verona Napoli di ferragosto. Magari glielo impacchetteranno dopo la suddetta partita e magari Simeone, viaggerà per Napoli assieme agli eventuali nuovi compagni dopo la gara con lo stesso torpedone e aereo".






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