Morte Ormezzano, Ziliani: "C'è una cosa che detestava, mi sembrava una montagna"
Il giornalista Paolo Ziliani ha parlato del compianto Gian Paolo Ormezzano scomparso ieri nella sua Torino all'età di 89 anni.

Paolo Ziliani, giornalista, attraverso il suo profilo X si sofferma sull'ex direttore di Tuttosport, Ormezzano, scomparso ieri a Torino: "È morto Gian Paolo Ormezzano. È morto a 89 anni al termine di una vita lunga e - credo di poterlo dire avendolo conosciuto bene negli anni 80, specie al seguito delle corse di ciclismo - bella, intensa e piena come a pochi capita di avere".
"So che quando una persona muore i suoi difetti scompaiono e le sue virtù, nel ricordo di tutti, rifulgono di colpo più intensamente del dovuto: ma se dico adesso che Gian Paolo è stato sempre, in tutte le epoche che ha attraversato, sul podio dei fuoriclasse assoluti del giornalismo sportivo (scegliete voi il gradino), che accoppiava al calibro e allo spessore altissimi di giornalista e professionista uno spessore umano e soprattutto una simpatia umana travolgenti e che non aveva, per tutti questi motivi, avversari che lo battessero nel piacere che dava di incontrarlo (o anche solo incrociarlo per scambiare due parole al volo), sedere al suo tavolo a cena dopo il lavoro, essergli gomito a gomito in sala-stampa, confrontarsi e abbeverarsi alla sua bravura e alla sua esperienza, se affermo tutto questo sappiate che dico la pura e semplice verità".
"Se c'era una cosa che Gian Paolo Ormezzano detestava era l'ipocrisia: e so che gli mancherei di rispetto se esprimessi un pensiero che non nutro nel profondo. Ogni volta che lo vedevo, Gian Paolo mi sembrava una montagna: non perché fosse un gigante nel fisico, aveva anzi una panciona buffa, ma per le alte vette cui subito ti portava con i suoi racconti e le sue risate, la sua saggezza e la sua sincerità, la sua competenza e la sua irresistibile, irrefrenabile, unica simpatia. Faccio questo lavoro, il lavoro di giornalista sportivo, da quasi mezzo secolo: e qualche fuoriclasse, qualche mostro di bravura l'ho incrociato; qualche collega amabile e caro - merce rara, nel nostro ambiente - anche. Ebbene, Gian Paolo Ormezzano era l'uno e l'altro: un mostro di bravura-esperienza-competenza, un giornalista-scrittore completo, ma anche un uomo di una umanità e di una piacevolezza uniche. E non ci crederete, ma mi è persino difficile sentirmi triste pensando oggi che Gian Paolo è morto. Sono sicuro che lui, se mi vedesse e ci vedesse oggi crucciati e dispiaciuti, ci prenderebbe in giro. E ci trascinerebbe al sorriso col suo sorriso travolgente che è e sarà impossibile dimenticare. Grazie Gian Paolo, è stato bellissimo conoscerti. E a te lo dico, anche se non è politicamente corretto: spero che qualcuno, magari ti abbia clonato".
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