Morace: "Higuain o Careca? Ecco chi scelgo. Calcio femminile tra presente e futuro, Kelly Smith..."

Carolina Morace, ex calciatrice, è intervenuta ai microfoni della trasmissione "I Tirapietre" su Radio Amore Campania.
Carolina Morace, ex calciatrice (fuoriclasse assoluta del nostro calcio) ed attualmente allenatrice e avvocato, è intervenuta nel corso della trasmissione "I Tirapietre", in onda su Radio Amore Campania e condotta da Luca Cirillo (Areanapoli.it) e Donato Martucci (Corriere del Mezzogiorno). Ecco quanto dichiarato: "Io spigolosa? No, non sono d'accordo, ma è evidente che preferisco gli animali agli umani. Cosa mi fa sciogliere? Piango spesso guardando film e quando leggo libri. Careca? Il brasiliano un campionissimo, ma credo che avrei potuto giocare anche io al fianco di Maradona. C’erano anche Giordano e Carnevale che erano fortissimi: parliamo di attaccanti di sicuro valore. Higuain? Non è proprio il centravanti che amo, che intendo io, ma è fortissimo, stiamo parlando di grandi campioni".
Poi Carolina Morace ha fatto il punto sul calcio femminile: "A livello tecnico la mia generazione è stata due volte vicecampione d’Europa. Siamo stati vittime di dirigenti miopi che non hanno visto come giocavamo: si è persa una grande occasione. Adesso è cambiato tutto grazie al progetto di Michele Uva. Siamo ancora indietro, però, rispetto ad altri paesi. Adesso, finalmente, i tifosi delle grandi squadre mandano le bambine a giocare nelle loro squadre del cuore, ma bisogna mantenere alta la guardia. La Germania è il paese che ci crede e lavora di più in questa direzione: sta crescendo tantissimo a livello femminile. E’ chiaro che non ci sono i vantaggi degli uomini, ma per esempio in Germania hanno già dato delle risposte concrete e quasi pari dignità. In Italia si sta facendo tanto, ma bisogna insistere. C’è Sky che nell’anno del mondiale ha mandato due partite ed erano molto seguite. Hanno fatto più ascolti della serie B e della Premier. Iniziative ce ne sono, ma bisogna continuare a tenere duro. Va perfezionato il prodotto da vendere: deve essere bello, avvincente, la telecronaca coinvolgente, bisogna migliorare tutti gli aspetti e così si può crescere con costanza. Il calcio femminile professionistico l’ha progettato un manager 50enne, Michele Uva: siamo sulla strada giusta. Però devono esserci dei manager per lanciare e sostenere il prodotto, serve la comunicazione e la capacità di coinvolgere il pubblico. I manager sono importanti. Il calcio femminile tra dieci anni? Si deve ridimensionare il calcio maschile: non esiste che alcuni club falliscono se non incassano l'ultima rata di Sky. Non deve funzionare così. Marta? Una grande giocatrice, ma serve testa: se dribbli un'avversaria e poi torni torni dietro per dribblare ancora, non ci siamo, non è il mio calcio. Negli ultimi 15 anni scelgo Kelly Smith, che è molto più calciatrice a tutto tondo".








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