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Mogol disse: "Battisti cambiò improvvisamente idea e litigammo"

Giulio Rapetti, meglio conosciuto come Mogol, ai microfoni del Corriere della Sera, rivelò il vero motivo della separazione artistica da Lucio Battisti.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

01/03/2024 19:00 - Interviste
Mogol disse: Battisti cambiò improvvisamente idea e litigammo

La celebre coppia Mogol-Battisti ha fatto la storia della musica italiana. Le loro canzoni sono e saranno cantate da intere generazioni. Eppure i loro rapporti non furono sempre idilliaci tanto che il cantante, nella seconda parte della sua carriera, si affidò poi a un altro paroliere, Pasquale Panella. Ma quale fu il vero motivo del litigio? Ne parlò Giulio Rapetti, meglio conosciuto come Mogol, ai microfoni del Corriere della Sera: "Ci fece conoscere Christine Leroux, direttrice di una casa di edizioni musicali che aveva fatto un contratto a Lucio. Lui mi fece sentire due canzoni. 'Non mi sembrano un granché”, dissi. E lui 'In effetti… sono d’accordo'. Era semplice e umile, sorrise nonostante la batosta. Per non sentirmi un verme miserabile gli proposi di vederci per provare a fare qualcosa insieme. Nacquero 'Dolce di giorno' e 'Per una lira'".

Cosa ci aveva visto in quel ragazzo alle prime armi?

"Farei bella figura a dirlo, ma non avevo intuito nulla. Però la terza canzone fu '29 settembre' che divenne un successo dell’Equipe 84. All’inizio Lucio non voleva cantare, dovetti insistere prima di convincerlo. Era moderno. Non cantava per far sentire la voce, ma per comunicare qualcosa. Ci trovavamo tutte le mattine nella mia villa di campagna a Molteno. Io preparavo il primo caffè per accoglierlo, lui quelli successivi. Lucio stava sul divano con la chitarra, io sul tappeto con carta e penna. Lavoravamo un’ora, dalle 9 alle 10, e nasceva una canzone al giorno. Una volta che era pronto un album, il primo ascolto era riservato a un amico giardiniere".

Nel 1980, dopo circa 150 canzoni scritte insieme, Mogol e Battisti litigarono per soldi

"Non fu una questione di soldi, ma di equità. Lui otteneva due terzi dei diritti e io un terzo. Chiesi di dividere in parti uguali. Sembrava d’accordo, ma il giorno dopo cambiò idea. Gli dissi che non avrei più lavorato con lui".


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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