Moggi: "Uno dei pochi 'no' ricevuti in vita mia, feci una trappola a Nedved"
Luciano Moggi ha spesso ricordato gustosi aneddoti sui colpi messi a segno durante la sua esperienza alla guida del settore tecnico della Juventus.

Luciano Moggi, ex direttore generale di Napoli e Juventus, ha raccontato spesso diversi aneddoti sui migliori colpi messi a segno in carriera, rivelando che un certo Nedved, proprio non ne voleva sapere di andare alla Juventus, quando giocava ancora nella Lazio: "Pavel non ne voleva sapere di venire alla Juventus. Non era questione di soldi ma una scelta di vita. Lo chiamai diverse volte, ma non ci sentiva".
“Direttore, grazie. Ma mi trovo bene alla Lazio e sto splendidamente a Roma: abito vicino ai campi da golf, il massimo. Qui io e la mia famiglia abbiamo tutto, perché andarcene?” . È uno dei pochi “no” ricevuti in vita mia che non mi hanno fatto imbestialire ma la parola arrendermi non fa parte del mio vocabolario. Bisogna lottare sempre, anche quando la vittoria sembra impossibile. Ci volle un colpo di genio per ottenere il sì del giocatore. Gli telefonai di nuovo, mentre si trovava a Praga per le vacanze.
“Pavel, fammi un piacere, fai un salto a Torino. Non ti dico di venire per forza alla Juventus, ma almeno a dare un’occhiata. Poi se decidi per il no, amici come prima. Ti mando un aereo dall’Italia, un volo privato, così non ti vede nessuno”. Pavel accettò e cadde nella trappola. Misi giù il telefono e avvisai giornali e televisioni: “Sta arrivando Nedved”. Il giorno dopo, Pavel atterrò a Torino, e quando scese la scaletta dell’aereo, si trovò davanti una folla di giornalisti. Ovviamente feci finta di essere sorpreso e arrabbiato, ma dentro godevo come un matto e assaporavo già quel gusto della vittoria".
"A Pavel tornò il sorriso quando lo portammo a visitare il Circolo Golf Torino, tra i più belli e affascinanti della Pianura Padana, a due passi dallo splendore della Reggia di Venaria Reale. Gli occhi di Nedved luccicarono nel gustare quel paradiso. Il calciatore rimase stordito da tanta bellezza. La Juventus era più vicina. Il resto lo fecero i tifosi della Lazio dopo quell’inaspettato blitz a Torino: trasformarono Nedved da idolo a traditore. Per lui furono giorni di contestazione a Roma. Momenti difficili, che culminarono, il 4 luglio, con la sua resa: “OK, firmo per la Juventus”. Fu la nostra, ma anche la sua, fortuna. In bianconero ha vinto quasi tutto, con la ciliegina del Pallone d’Oro 2003". Concluse Moggi.
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