Moggi: "L'unico dirigente che può fare al caso del Milan, ha risollevato squadra morente"
Luciano Moggi ha commentato la situazione delicata che sta vivendo il Milan soffermandosi sulla scelta per il nuovo direttore sportivo.

L'ex dirigente della Juventus Luciano Moggi, attraverso il quotidiano "Libero", ha commentato la situazione che sta vivendo il Milan: "È un complesso di grandi solisti che però non legano tra loro, che potrebbe vincere con tutti ma anche perdere. Tra l’altro i rossoneri non sanno approcciare la gara da grande squadra".
"Specialmente nei primi tempi vanno spesso in svantaggio e subiscono l’avversario, dando l’impressione di non essere entrati in campo con la testa giusta. Poi una volta pungolati e fischiati dai tifosi reagiscono e riescono almeno a non perdere, come in occasione del 2-2 con la Fiorentina. Probabilmente il fenomeno dipende da mancanza di autostima di gruppo, dovuta a una guida insicura e poco credibile dell’allenatore, con Conceiçao che è già con la testa da altre parti".
"Per di più il Milan non è neppure supportato da una società capace: manca il dirigente con carisma che sia credibile nell’ambiente per il suo passato. Un grande club, e il Milan lo è certamente, ha bisogno di ha bisogno di essere guidato. C’era Maldini ma inspiegabilmente è stato fatto fuori, si paventava Paratici e adesso non più... L’unico dirigente che potrebbe fare al caso del Milan, per il suo passato sia in campo che dietro la scrivania, è Tare, visto come ha saputo risollevare una squadra morente come la Lazio, riportandola a livello delle grandi". Ha concluso Moggi.
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