Moggi attacca Giraudo: "Ma quale fratello, alla Juventus tradimenti all'ordine del giorno"

Continua il lungo botta e risposta tra gli ex dirigenti della Juventus, ovvero Moggi e Giraudo. Il primo è andato nuovamente all'attacco del secondo.
Ai microfoni del podcast "Centrocampo", Luciano Moggi, ex dirigente di Torino, Napoli e Juventus, è tornato a parlare della sua esperienza alla guida della Vecchia Signora di Torino e ne ha approfittato per rincarare la dose nei confronti dell'ex amico e collega Antonio Giraudo.
Moggi attacca Giraudo: "Ma quale fratello, alla Juventus tradimenti all'ordine del giorno"
Queste le parole di Luciano Moggi: "Giraudo? Siamo stati sempre come fratelli. Adesso io praticamente dopo quelle cose lì neppure come conoscente mi piace. Ma la Juventus è un paese dove i tradimenti sono all'ordine del giorno. Giraudo naturalmente ha parlato dell'invidia che ha creato Calciopoli, poi magari poteva mettere anche qualche altra cosa come il cambio della società, però non l'ha messo. Addirittura ha fatto l'elogio di John Elkann, che è difficile da capire, perché Elkann è quello che l'ha fatto fuori, o meglio, non è neppure Elkann che l'ha fatto fuori, sono stati Gabetti e Grande Stevens".
La verità sul potere di firma e il rapporto con Agnelli
Poi sul legame con Agnelli: "Giraudo ha fatto una brutta figura quando ha detto che io sono entrato senza firma. È vero, sono entrato senza potere di firma e il capo era Umberto Agnelli. E il sotto capo era lui. È vero. Poi però si è dimenticato di dire che strada facendo il suo capo Umberto Agnelli non solo mi ha dato la firma, ma addirittura mi ha fatto un contratto a tempo indeterminato, il che vuol significare che io ero il più sicuro nel Consiglio d'Amministrazione, un contratto a tempo indeterminato abbondantemente ricoperto con denaro”.
Infine ha aggiunto: "Io ho sempre parlato bene di Giraudo, perché per me è stato una spalla importante, quindi non ho niente da dire, da eccepire, però sentirmi dire addirittura che hanno vinto il campionato perché c'era Romy Gai, che di tutto si interessa tranne che di calcio…".








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