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Modric: "Mio nonno fu assassinato, ma era un uomo buono. Mourinho fece piangere Ronaldo"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Modric: Mio nonno fu assassinato, ma era un uomo buono. Mourinho fece piangere Ronaldo
© foto di Image Photo Agency

Il fuoriclasse del Milan, Luka Modric, ha rilasciato una bella intervista ai microfoni della edizione odierna del Corriere della Sera.


Luka Modric ha dissipato in pochissimo tempo tutti i dubbi palesati da tanti sul suo ingaggio da parte del Milan. Naturalmente nessuno ne metteva in discussione il valore assoluto, ma la capacità di risultare ancora performante e decisivo all'età di 40 anni.

Luka Modric si racconta

Luka Modric ha dimostrato di essere un calciatore importante nel calcio italiano. Il giocatore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della edizione odierna del Corriere della Sera parlando anche del suo carattere: "Sem­bro una per­sona nor­male? Appunto. Amo la nor­ma­lità. La fami­glia nor­male, la vita nor­male, le piccole cose. Non mi sento unico. Nella mia vita non ho mai pen­sato, nep­pure per un secondo, di essere supe­riore a qual­cun altro. Se non avessi fatto il cal­cia­tore, mi sarebbe pia­ciuto fare il came­riere".


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Il came­riere? "Ero bra­vino. E mi pia­ceva. Ho stu­diato all’isti­tuto alber­ghiero di Borik. Il primo anno face­vamo pra­tica al risto­rante Marina di Zara, dove si tene­vano i pranzi di nozze. Me la cavavo a ser­vire le bevande; e ai pranzi di nozze croati si beve parec­chio. L’unica cosa che non mi pia­ceva era lavare i piatti".

La morte del nonno

Suo nonno fu assas­si­nato dai cet­nici serbi. "Non amo par­lare di que­sto. State ria­prendo una ferita ter­ri­bile. Era il dicem­bre del 1991, avevo sei anni. Una sera il nonno non tornò a casa. Anda­rono a cer­carlo. Gli ave­vano spa­rato in un prato ai mar­gini della strada. Aveva ses­san­ta­sei anni. Non aveva fatto nulla di male a nessuno. Ricordo il fune­rale. Papà che mi porta davanti alla bara e mi dice: “Figlio mio, da’ un bacio al nonno”. Ancora oggi mi chiedo: come si fa a ucci­dere un uomo buono, un uomo giu­sto? Per­ché?".

Per­ché lo ucci­sero? "Per­ché era la guerra. Mio padre partì volon­ta­rio. Noi dovemmo lasciare tutto, da un giorno all’altro. Amici, affetti, cose. Ci rifu­giammo prima a Makar­ska, nel campo pro­fu­ghi dell’orfa­no­tro­fio. Poi a Zara".

Il retroscena su Ronaldo-Mourinho

Ci parli di Mou­ri­nho: "L'ho visto fare pian­gere negli spo­glia­toi Cri­stiano Ronaldo, uno che in campo dà tutto, per­ché per una volta non aveva rin­corso il ter­zino avversa­rio. Mou­ri­nho è molto diretto con i gio­ca­tori, ma è one­sto. Trat­tava Ser­gio Ramos e l’ultimo arri­vato allo stesso modo: se doveva dirti una cosa, te la diceva".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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