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Modric: "Il giorno dell'orribile tragedia, mio nonno in una pozza di sangue. Non avevo realizzato"

Luka Modric ha raccontato il giorno della tragedia che colpì la sua vita e quella dell'intera famiglia: il nonno fu freddato da una raffica di colpi.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

07/02/2025 15:47 - Interviste
Modric: Il giorno dell'orribile tragedia, mio nonno in una pozza di sangue. Non avevo realizzato
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Luka Modric, uno dei giocatori croati più forti di tutti i tempi, nella sua autobiografia "A Modo mio", ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua vita soffermandosi sulla tragedia dell'uccisione del nonno paterno di nome Luka, come lui: "Ricordo il giorno dell’orribile tragedia. Il nonno non tornò a casa, così andarono a cercarlo. Non comprendevo veramente la situazione, quando lo condussero nella nostra casa". 

"Sentivo solo che si trattava di qualcosa di molto triste. Papà mi abbracciò, mi mise dinnanzi alla bara e mi disse: «Figlio mio, dai un bacio al nonno». Non avevo realizzato che quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro. Poi mi portarono fuori dalla stanza: volevano allontanarmi da tutto quel dolore. Nonno Luka fu freddato da una raffica di colpi. Aveva sessantasei anni. Mi fa male il cuore ogni volta che penso a come morì, praticamente sulla soglia di casa. Mio padre lo adorava e non posso immaginare quanto fu difficile per lui perderlo. Molti anni dopo mi raccontò il senso di orrore provato ritrovando il suo corpo esanime in una pozza di sangue. Era in un prato ai margini della strada, a circa cinquecento metri da dove portava le capre al pascolo". 


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"Era il dicembre del 1991, la guerra era già scoppiata. Il nonno era il tipo di persona che non aveva paura di niente, e forse non era pienamente consapevole della gravità della situazione. Mi manca tanto e sarei immensamente felice di poter condividere la gioia dei miei successi con lui. Ogni volta che mi trovo di fronte a quella lapide, mi tornano in mente la sua voglia di vivere e le avventure passate insieme. Scommetto che se fosse qui, la prima cosa che farebbe, dopo essersi congratulato per i miei successi, sarebbe prendere le forbici e dire: «Luka, sono molto orgoglioso di te, ma devi tagliarti i capelli»".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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