Miriam Leone: "Io miss Italia bullizzata: mi chiamavano Elio e le Storie Tese"

L'ex Miss Italia, Miriam Leone, ha rilasciato alcune dichiarazioni per presentare il su0o nuovo film con Stefano Accorsi.
Miriam Leone è con Stefano Accorsi nel film «Marilyn ha gli occhi neri»: storia di due emarginati, lui pieno di tic, lei mitomane e bugiarda. L'ex miss Italia ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera: «Io non sono Gianni Morandi», dice l'attrice giocando sul fatto che non è ancora riconosciuta da chiunque, oscillando nella sua duplicità, ora scanzonata ora pudìca e riservata. Marilyn ha gli occhi neri di Simone Godano, la storia di due anime alla deriva, due emarginati in un rehab, un centro di riabilitazione, ed è una prova d’attore: Stefano Accorsi fa Diego, pieno di tic e scatti d’ira; Miriam Leone è Clara, una mitomane.
«Abbiamo lavorato nel rendere l’umanità di quelle persone, frequentando un rehab, mescolandomi a loro, non essendo Gianni Morandi, e camuffandomi. La gente per strada mi dice: lo sai che somigli a Miriam Leone? Io rispondo: me lo dicono in tanti, sono meglio io. Al rehab ho conosciuto una ragazza aveva i capelli verdi: sono i colori di Napoli, mi ha detto. Mi ha colpito la poesia. Un giorno stavo poco bene, il loro commento: come stai male. Nella società siamo pieni di giusta distanza, lì le distanze si azzerano, sono diretti», le parole dell'attrice.
Clara è convinta di essere un’attrice e non lo è
«L’altro da noi è dentro di noi, non altrove. Mettiamo da parte il diverso perché non vogliamo vederlo, ciò che non è conforme alla norma ci fa paura. Ma potrebbe succedere anche a noi. Lo dice Vasco, l’equilibrio sopra la follia».
La prendevano in giro per le sopracciglia folte?
«Eccome, al liceo mi dicevano che ero Elio delle Storie Tese. Oggi è divertente perché ho un’età. Ma perché me la dovrei prendere se sui social mi insulta, per dire, Giuseppino88? La facilità nel criticare il prossimo sono chiacchiere da bar che valgono zero. Le cose cambiano nei giovanissimi, vedo un’accettazione importante della diversità. Ci ho messo una vita ad accettare la mia faccia».








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