Milik: "Mi allenavo, poi correvo in bagno a piangere. I migliori con cui ho giocato"

Il centravanti ex Napoli, ora in forza alla Juventus, Arek Milik, si è raccontato in una emozionante intervista: "Avevo toccato il fondo".
Arek Milik sembrava destinato a una carriera importante. Il Napoli lo ingaggiò per sostituire Gonzalo Higuain, ma in azzurro, dopo un ottimo inizio, fu fermato da un gravissimo infortunio. Stessa storia alla Juventus. Il polacco non è riuscito a imporsi a causa di seri guai fisici.
Le parole di Milik: "Piangevo in bagno, i soldi non sono tutto"
Arek Milik, attaccante della Juventus con contratto in scadenza nel 2027, è stato intervistato da Kanal Sportowy: "Negli ultimi due anni l'unica cosa di cui avrei potuto parlare erano i miei infortuni… Arrivo da un periodo che mi ha letteralmente logorato. Volevo staccare un po' da tutto, oggi sono sorridente, riposato e pronto a giocare. Mi spiace che la stagione con la Juventus sia finita, nell'ultimo periodo mi sentivo come una persona affamata che camminava lungo una via piena di ottimi ristoranti".
"Ho riflettuto a lungo se affidarmi a uno psicologo. Mi dicevo: "Arek ma pensi davvero di non riuscire ad affrontare il tutto da solo?!". Eppure mi sono dovuto ricredere, non ce la facevo. Ho avuto un grosso problema a inizio 2025, da gennaio ad aprile, non sono stati momenti piacevoli ma non credo fosse depressione. Avevo toccato il fondo, un tempo il calcio era la mia via di fuga. All'improvviso mi capitava di andare in palestra, allenarmi e scoppiare a piangere. Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere. Mi è capitato più volte di dover interrompere l'allenamento e andare a sfogarmi in bagno a piangere. E' stato un periodo emotivamente duro. Poi sono arrivate le lacrime di gioia quando sono tornato in campo a maggio, poco prima del Mondiale per Club. Una cosa l'ho imparata: i soldi non fanno la felicità. Avevo guadagnato tanto, ma ero infelice", ha aggiunto Milik.
Milik rivela: "I migliori calciatori con cui ho giocato"
"Il migliore con cui ho giocato è Lewandowski, per la sua longevità e costanza. Ma non posso non citare Di Maria e Pogba, anche se il francese giocava praticamente su una gamba. Aveva il ginocchio sempre gonfio, ma non ho mai visto nulla del genere, aveva una tecnica e una visione di gioco incredibili. Poi conta anche la dedizione. Pogba di Cristiano Ronaldo mi disse: "Tutti siamo professionisti, ma Cristiano è di un'altra categoria". Conosco calciatori a cui piaceva fare festa e tornare alle 7 del mattino. Io non sono mai stato così", ha concluso Milik.






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