Milan, Ibrahimovic: "Ecco fino a quando giocherņ. Covid? Sfida mentale. Mi piace la pressione"

Zlatan Ibrahimovic č intervenuto ai microfoni della BBC e ha confessato le sue ambizioni ed i suoi obiettivi personali e di squadra.
Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan, che potrebbe saltare anche la sfida al Parma a causa dell'infortunio muscolare patito a Napoli, è stato intervistato in esclusiva dalla BBC. Queste le sue dichiarazioni: "Continuerò a giocare finché potrò continuare a fare quello che sto facendo ora. Devo solo mantenere una buona condizione fisica, poi il resto si risolverà da solo. Momento del Milan? Siamo in una forma incredibile, stiamo facendo davvero bene. Però non abbiamo vinto nulla, dobbiamo tenerlo bene a mente. La prima volta che sono arrivato qui sono entrato in un club che lottava per vincere lo scudetto, quando sono tornato è stato per riportare il Milan dove appartiene, al top".
Infine Ibrahimovic ha aggiunto: "Sono due sfide diverse, ma mi piace perché quando gli altri dicono che è troppo difficile, che è quasi impossibile, ecco che io entro in gioco. Queste cose mi fanno sentire vivo. Se riesco ad avere successo e se sono in grado di fare quello che penso di poter fare, il feedback è fantastico, la sensazione è incredibile perché è un risultato più grande che arrivare in un top team che è già al top. Sono molto motivato. 2017 momento difficile? Dopo l'infortunio mi sono detto che finché avrei potuto giocare a calcio allora dovevo continuare e l'avrei fatto. Tuttavia quando sei a questi livelli importa solo il tuo rendimento. Se giochi bene, se porti risultati allora sei ancora ad un livello top. Appena non riesci più a fare la differenza allora ci sarà qualcuno pronto a sostituirti. Mi piace questa pressione perché non voglio essere qui per quello che ho fatto in passato, io sono qui per quello che faccio ora e che devo fare; è questa la pressione che mi metto addosso. Qualsiasi cosa abbia fatto prima non importa, ogni giorno devo dimostrare chi sono. Ecco perché ogni giorno tiro fuori il meglio da me stesso ogni giorno. Continuerò a giocare finché non potrò più fare quello che sto facendo ora".
Sul momento attuale: "Ho tanta esperienza, il gol non è mai stato un problema. Non sono lo stesso giocatore che ero cinque anni fa e non sono lo stesso giocatore che ero dieci anni fa, tutti quanti cambiamo dal punto di vista fisico. Sono onesto, non corro come correvo prima, ora lo faccio in modo più intelligente. Il motivo per cui dico che la Serie A è il campionato più difficile per un attaccante è che è davvero molto tecnico, e in Italia la filosofia è quella di non subire gol piuttosto che farne uno in più. Mi sento come se qui avessi vissuto diverse generazioni. Ho giocato contro Paolo Maldini e ora suo figlio Daniel è un mio compagno di squadra. Magari potrò giocare anche con il figlio di Daniel, sarebbe un miracolo (ride, ndr)".
Poi sul Covid: "È stata più una sfida dal punto di vista mentale piuttosto che dal punto di vista fisico".







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