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Milan, Bonera: "Napoli non è l'esame finale, solo un tassello in più. Gattuso amico mio"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Milan, Bonera: Napoli non è l'esame finale, solo un tassello in più. Gattuso amico mio

L'ex difensore della Nazionale Italiana sostituirà Stefano Pioli nella delicata sfida di campionato contro il Napoli di Rino Gattuso.


Daniele Bonera, collaboratore tecnico di Stefano Pioli che prenderà il posto del coach (positivo al Coronavirus) alla guida del Milan che affronterà il Napoli al San Paolo, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa: "La mia fede milanista arriva da un amico di famiglia, venni ad occhi chiusi, il Milan rappresenta il sogno che ogni bambino ha. Ritorno a Napoli da allenatore dopo il successo del 2010 da calciatore? Si. Ricordo con affetto le vittorie, era una partita difficile, vincemmo, poi sappiamo tutti com'è finita. Sono molto contento di tornare a Napoli e ritrovare Rino come avversario. Domani gara decisiva? Tutte le partite sono molto importanti, non la vedo come un esame finale, credo nella responsabilità dei giocatori, è solo un piccolo tassello, manca davvero troppo. E' una partita difficile, il risultato ha molte variabili, ma è fuori di dubbio che andremo a Napoli per imporci".


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Bonera ha poi aggiunto: "Bello rivedere Gattuso? E' stato un amico in campo e continua ad esserlo fuori, ci sarà spazio dopo la partita per un saluto affettuoso. Come ho vissuto questa settimana di allenamenti? Non mi sono mai sentito solo, sono sempre a stretto contatto col mister. A livello tecnologico un grande supporto, ringrazio la società per quello che è riuscita a fara. Negli allenamenti ho avuto carta bianca. Sentirò Pioli durante la partita? Ne abbiamo parlato col mister, crediamo che si possa creare confusione. Abbiamo pensato di fare una riunione pre gara, poi se ci saranno cose importanti faremo un check a fine primo tempo. La sosta ha fatto male al Milan? Si arrivava da un tour de force importante, anche a livello mentale i giocatori hanno potuto staccare, ma sono stati quasi tutti impegnati in nazionale. C'era un clima più disteso. Come sta Ibrahimovic? Aveva bisogno di staccare anche mentalmente, si è presentato come sempre da capo gruppo, sappiamo la sua importanza. La squadra è cresciuta in tutti i suoi elementi come responsabilità e cultura del lavoro. Vedere i giocatori che tornavano dalla nazionale solo per salutare e fare terapie mi ha riempito di orgoglio".


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