Merckx choc: "Mi offrirono tanti soldi per perdere il Giro d'Italia, dopo mi incastrarono. Amavo Pantani"

In un'intervista al Corriere della Sera la leggenda del ciclismo Eddy Merckx ha raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera.
Eddy Merckx sarà ricordato per sempre come il ciclista più forte della storia. Il cannibale belga è stato intervistato in esclusiva da il Corriere della Sera e si è tolto alcuni sassolini dalle scarpe: "Mi avevano offerto dei soldi per vendere il Giro. Rudy Altig della Salvarani".
"Me ne offrì tanti. Se avessi accettato, magari non sarei risultato positivo. Se accettai? Scherzate? Un Giro non si vende. La positività al doping? Ero pronto a partire, fecero le controanalisi delle urine prelevate la sera prima e mi fermarono. Era lo stesso prodotto che avevano trovato a Gimondi l’anno prima, la fencamfamina: lui venne scagionato, però" ha confessato l'ex fenomeno belga delle due ruote.
"Non avevo alcun motivo di doparmi. Ero in rosa, e quindi sapevo che sarei stato certamente controllato. Qualcuno mi incastrò. E la maglia rosa andò a Gimondi, anche se lui rifiutò di indossarla. Il patron della squadra, Vincenzo Giacotto, rifece le analisi a tutti. Se fossi stato positivo mi avrebbe cacciato. Ero negativo" ha continuato Merckx.
Chiusura con una confessione: "Amavo Marco Pantani, è stato rovinato dalla cocaina che non serviva ad andare in bici".






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