"Menotti cacciò Maradona dalla stanza". Il retroscena di Valdano

Al Guardian: "Nel 1986 facemmo una riunione e lo cacciò dalla stanza, non voleva che sentisse. I Mondiali sono le competizioni dei grandi giocatori".
Jorge Valdano, in una intervista al Guardian, racconta quello era uno schema dell’Argentina di Menotti: "Un giorno Menotti convoca una riunione di gruppo. Quando arriviamo, dice a Maradona che non gli è permesso entrare; non vuole che ascolti cosa dirà di lui. Maradona se ne va. Ci fa sedere e dice: ‘Bene, devo chiedervi una cosa. Quante volte pensate di dovergli dare la palla durante la partita? C’è una pausa e Menotti dice: ‘Tutte le volte. Bene, dite a Maradona di rientrare’. Non è un bene per lui saperlo, ma è un bene ‘abusare’ di un genio. Lui vince la partita". Era il 1986.
"Le prestazioni dei grandi giocatori sono importanti perché i Mondiali vengono definiti attraverso di loro. Il 1970 era Pelé; il 1986 era Maradona e i suoi. Ecco perché è un vero peccato che Sadio Mané non sia qui, che Erling Haaland non ci sia. È bellissimo vedere Mbappé, che sembra avere tempo per tutto: può fare tutto, e poi segnare il gol. Mentre con Messi, si tratta del suo cervello che identifica l’opportunità di far parlare il suo talento, anche senza la condizione fisica. Ha meno ma sta dando di più. Stiamo vedendo individui contro sistemi, che ci riportano al calcio da cui proveniamo. Questo è un momento di uniformità, le nazionali si assomigliano. Il calcio, come sempre, ci racconta il mondo", ha aggiunto Valdano.






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