Meluso: "Vi dico cosa fece De Laurentiis negli spogliatoi, Gattuso si arrabbiò"

"De Laurentiis ha modi poco convenzionali ma non è affatto un difetto", l'ex direttore sportivo dello Spezia ha raccontato un retroscena.
Mauro Meluso, dirigente sportivo ed ex direttore sportivo dello Spezia, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live. Queste le sue parole: “Italiano non sarebbe pronto ma prontissimo per il Napoli. Non so come vada alla fine l’esperienza alla Fiorentina, dove in due anni ha fatto cose egregie, ereditando una squadra meno forte di quella di 18 mesi fa, ma sarebbe adatto al Napoli. Ha fatto un percorso sin qui importante, facendo gavetta vera e con il sudore, senza scorciatoie. Ha assaporato tutte le sfaccettature del calcio, dalla D all’Europa. La linea alta difensiva? Italiano è un allenatore coraggioso, il suo calcio prevede che gli avversari vadano presi alti, perché se ti metti a difendere solo alla fine il colpo del ko arriva".
Poi ha aggiunto: "Con lo Spezia ha fatto un miracolo assoluto, ma anche a Firenze ha svolto un grande lavoro. Quando lo Spezia, dopo una partita dura, agonisticamente e tatticamente, vinse a Napoli ricordo benissimo la scena negli spogliatoi. De Laurentiis cercava Italiano e io glielo feci conoscere. Il presidente fece i complimenti al mister, un atto di grande sportività e molto anticonvenzionale per i canoni e le abitudini che abbiamo nel calcio italiano. Ma De Laurentiis ha modi poco convenzionali ma non è affatto un difetto. Quel gesto sorprese Italiano e fece arrabbiare Gattuso. Il pregio principale di Italiano, come di altri allenatori importanti come Zeman, Spalletti o De Zerbi, è la passione che mettono nel calcio".
Infine ha concluso: "Insieme alle doti di coerenza e meritocrazia, che tutti questi tecnici hanno, sono gli elementi essenziali per fare calcio in un certo modo. Italiano ha coraggio e coerenza da vendere: importante, sia all’esterno con i tifosi e l’ambiente che negli spogliatoi, essere coerenti e credibili. Solo così si forma l’amalgama e l’unione di intenti. In ogni caso chiunque arrivi a Napoli dopo Spalletti avrà da gestire un’eredità pesantissima, dovendo provare a vincere di nuovo il titolo".






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