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Mele: "Il voto al mercato del Napoli, ho sentito una cosa assurda. Spalletti? ADL fa bene"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Mele: Il voto al mercato del Napoli, ho sentito una cosa assurda. Spalletti? ADL fa bene

Silver Mele, giornalista, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Areanapoli.it ed ha parlato anche della rubrica "Quei figli del 38".


Silver Mele, giornalista, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad Areanapoli.it per fare il punto sul club partenopeo alla vigilia della sfida contro il Frosinone che apre il nuovo campionato di Serie A. Queste le sue parole: "Altro mercato da assoluti protagonisti per il SSC Napoli e per il suo presidente. Il successo parte da lontano ed è frutto di una lungimiranza che nel calcio italico, quello del "sistema" imploso e dei campionati senza appeal perché prestabiliti nell'esito finale, ha la valenza di un'impresa epocale. Aurelio ha sfidato tutto e tutti in nome del virtuosismo gestionale d'azienda: i club blasonati, uno in particolare, collassati per l'ostinazione a perseguire modelli non più sostenibili e volgari brame di predominio raccolte in enciclopedici fascicoli in Procura. Ma Aurelio ha affrontato e sgominato anche i timori e le critiche a tratti violentissime degli stessi tifosi azzurri. Dal "pappo' caccia e sord" alle leggende del "chist non vo vincere", fino all'ultima assurdità che ho sentito in onda qualche sera fa: "sta smantellando la squadra dello scudetto, la squadra di Spalletti e Giuntoli. Ora vende tutti, prende i soldi e scappa".

Poi ha aggiunto: "Che ingenui loro. E che pellaccia dura Aurelio, che il gioco lo conosce ormai fin troppo bene: gli è bastato semplicemente studiare in che direzione stesse andando il calcio italiano per fare esattamente il contrario. Attenzione, questo non vuol dire che vincere è divenuto scontato, anzi. Il livello di difficoltà resta altissimo per tutto quello che gli avversari, al di là del pallone, metteranno in campo. Ma idee e strategie restano quelle che hanno portato il Napoli a dominare  come non accadeva dai tempi del Toro di Valentino Mazzola. E anche questo mercato merita una valutazione altissima, almeno 8 se arriva Gabri Veiga come sembra".


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Inoltre ha spiegato: "L'unica incognita resta Natan, non sarà facile sostituire un marcantonio come Kim, ma il Napoli strategicamente è stato impeccabile. Spalletti? De Laurentiis fa benissimo, comunicato esemplare: il calcio italiano, con le sue istituzioni, è troppo abituato a fare come gli pare. Abbiamo assistito ad una farsa incredibile con 17mila pagine del fascicolo della procura della Repubblica di Torino, con 14 reati contestati. E la Federcalcio ha preso posizione netta con Gravina che ha detto: "Bisogna salvare il brand Juventus", quello era l'imperativo. E il presidente Gravina non ha avuto timori, dopo il patteggiamento, a sottolineare che è la "cosa più bella del calcio italiano". Non i risultati del Napoli tra virtuosismi sportivi e di bilancio, non i risultati delle rappresentative giovanili, ma il patteggiamento della Juventus ad una modica somma di un caffè dinanzi alla gravità dei reati contestati. Quel quadro ha confermato perplessità e dubbi che c'erano stessi a seguito dei campionati italiani che era preconfezionati, che non si vendono perché non hanno appeal, perché si sapeva chi avrebbe vinto. E' questa la vittoria di De Laurentiis, ha scardinato il sistema ed ha vinto perché è il più forte di tutti".

Infine sulla rubrica: "Molti professori universitari e magistrati mi hanno contattato per dirmi che si tratta di un'opera meritoria e tesa a moralizzare perché il 38 - secondo me De Laurentiis sarebbe d'accordo - è proprio l'immagine, l'emblema di quella mancanza di regole che si porta dietro atavicamente il calcio italiano e che viene esposto in spregio a leggi e sentenze nei luoghi dove il calcio si svolge, a livello anche internazionale. La mia rubrica non è mai volgare anche se fa incetta di commenti - quelli sì volgari - da parte degli affiliati: è tesa a ribadire la centralità dell'etica. Il 38 va abolito perché è riconosciuto fraudolento: è acclarato. E' una rubrica ironica, arguta, ma schierata dalla parte dell'etica. Bisogna mettere al bando e al pubblico ludibrio quei "tifosi" che non accettano la liceità quale base di ogni cosa. Non si mette mai in discussione la libertà di tifare per chi si vuole, ma prima di ogni cosa viene il rispetto delle regole che devono essere uguali per tutti e proprio per questo De Laurentiis, con la sua posizione, merita il mio più largo consenso".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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