Mazzarri: "Imito De Laurentiis e Cairo. Cosa ho vinto? Ho portato il Napoli in Champions"

Walter Mazzarri si racconta a cuore aperto: i suoi trascorsi in Serie A, ma non solo, in un'interessante intervista all'ex allenatore del Napoli.
Walter Mazzarri, ex tecnico di Napoli, Torino e Sampdoria, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai taccuini del Corriere della Sera: "Sono carico come e più di prima. Il ritorno di tanti allenatori toscani? Non è mica una questione geografica… I tre colleghi (Allegri, Sarri, Spalletti, ndr) sono bravi, meritavano di rientrare. Mi fa molto piacere. Quanto a me, finora è stata una scelta. Ho rifiutato diverse proposte perché dopo 20 anni di carriera posso anche permettermi di selezionare soltanto progetti che realmente mi convincono. Diciamo pure che, complice il Covid, ho deciso fermarmi, riflettere. E nel frattempo studiare il calcio che si evolve. Fiorentina? A volte è vero, molte altre no. Chi crede nel mio lavoro deve confrontarsi con le mie idee. Se conosce un po’ di quello che ho fatto, sa che posso essere un valore aggiunto".
Mazzarri ha poi aggiunto: "Come è cambiata la mia vita? Faccio il manager. Ho messo su ville di lusso che affitto ad un target alto. Ho voluto misurarmi con l’economia, sfruttando gli insegnamenti di imprenditori importanti che ho avuto come presidenti e che provo ad imitare: Cairo e De Laurentiis, in particolare. Ho già ospitato vip, personaggi dello spettacolo. Tutti entusiasti. La mia carriera? Basta andare a scorrere gli almanacchi: Reggina salvezza storica, Livorno ritorno in A dopo 55 anni, Sampdoria rinata, Napoli preso al sest’ultimo posto e portato in Champions. Quinto con l’Inter in un momento storico difficile per il club e a Torino il record dei 63 punti. Le sembra poco? Poi, certo, c’è chi dice: ma cosa ha vinto? Molte volte in questo ambiente, sbagliando, si parla di vincenti e non vincenti. Il lavoro dell’allenatore va valutato in base alle forze che ha. Chi consegue risultati superiori alle aspettative vince uguale. Se ho rimpianti? Con il senno di poi, di essere arrivato all’Inter nel posto giusto ma nel momento sbagliato. Quale sarà il mio futuro? Le dico il presente: oggi il mio telefono squilla ogni minuto".







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