Mauro: "Napoli-Juventus: il mio pronostico. Osimhen decisivo, Spalletti fa la differenza"

Mauro su Spalletti: "Fa giocare tutti, non dipende dal singolo, questa è la sua forza. Sarri era più monotematico. Osimhen? Non lo prendi mai e può far gol a tutte".
Massimo Mauro, ex di Napoli e Juventus, ha parlato al Corriere della Sera della sfida del Diego Armando Maradona: "Chi conosce il calcio sa che quasi sempre vince la squadra che gioca meglio. Un euro su Napoli-Juventus? Punto sulla squadra di Spalletti. Se il Napoli dovesse battere la Juventus - e lo sottoscrivo - vincerà il campionato. Milan e Inter non danno sensazioni positive sul prossimo futuro, sono troppo discontinue. La Juve, al momento, è l’unica rivale dei partenopei. Sono in ripresa e Allegri è anche assistito dalla sorte. Max ha sempre l’asso nella manica".
Sulle chance scudetto della Juventus: "Ho giocato a calcio e non posso credere che si possa vincere sempre grazie al colpo di fortuna. Certo, nelle ultime gare la Juve ha ripreso consistenza, è una squadra più quadrata rispetto al passato. Ma non penso possa ambire ad arrivare prima. Il Napoli per quattro mesi si è espresso in maniera magnifica, sa palleggiare, sa verticalizzare. Ha in rosa ragazzi giovani e di talento. Meriterebbe lo scudetto: esprime bel calcio con un tetto ingaggi inferiore alle altre. Ha sposato la filosofia che lo scorso anno ha portato il Milan a laurearsi campione d’Italia. Se la Juventus, anche alla luce delle ultime vicende societarie, decidesse di dare una svolta in questo senso, potrebbe tornare ad alti livelli. Tutto il calcio italiano dovrebbe darsi una regolata: non è possibile che in questo mondo si continui a parlare di milioni di euro come se fossero centinaia di euro".
Su Osimhen e Chiesa: "Possono essere entrambi decisivi. Chiesa deve trovare spazi per il contropiede, il nigeriano non lo prendi mai e può far gol anche alla difesa bunker della Juventus".
Su Spalletti e Sarri: "È Spalletti che fa la differenza. Considera il suo gruppo in maniera allargata, punta molto più sulla qualità e non sulla quantità del tempo. Fa giocare tutti, sa quanto contano le due presenze. Non dipende dal singolo, questa è la sua forza. Sarri era più monotematico".






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