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Mauro: "Maradona era amore, vi racconto un aneddoto. Chi lo giudica è un cretino!"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Mauro: Maradona era amore, vi racconto un aneddoto. Chi lo giudica è un cretino!

"Diego diceva sempre una cosa straordinaria", ha ricordato il suo ex compagno di squadra nel Napoli, Massimo Mauro.


Massimo Mauro ha ricordato Diego Armando Maradona e lo ha fatto con un'intervista affidata ai taccuini di Tuttosport: ""Il Maradona che incontrai era già un uomo in difficoltà, ma ne è valsa la pena: assieme a lui ho passato momenti straordinari sia in campo sia fuori, da compagni e da veri amici. Come Diego non c’è nessuno. Zico, Platini... Erano straordinari e facevano grandi cose, ma Diego aveva una generosità strabordante, una umiltà incredibile. Mai una parola fuori posto. Era l’uomo squadra per eccellenza. E capisci che se il più forte di tutti è anche il più umile, beh, allora come fai a sgarrare tu che sei un pirla e che devi ringraziare Dio per avere la fortuna di ritrovarti lì?".


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Mauro ha poi aggiunto: "Cosa dico a chi giudica Diego per come ha vissuto e non per le emozioni che ha regalato? E’ un cretino, un cretino. Chi fa il moralista con Diego è un cretino. Nel comportamento di Diego non c’è mai stato l’interesse. Purtroppo c’è stata una valutazione non seria delle sue condizioni, della dipendenza dalla cocaina. Questo è stato il rammarico più grande. Per uscire da certe situazioni servono professionisti, esperti. E comunque lui non ha mai chiesto di essere santificato. Ricordo una cosa straordinaria che diceva: 'Io non ho chiesto all’Unicef di fare l’ambasciatore per i bambini, ma quando l’Unicef te lo propone, come fai a dire di no?'. E qui c’è la pressione, in un certo senso, di tutto l’ambiente nei suoi confronti. Lui la viveva come una difficoltà, perché non si sentiva adeguato. Era un uomo sensibile, non un menefreghista".


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Infine, un curioso aneddoto: "Lecce-Napoli: 5 minuti prima di scendere in campo. E’ piegato in due dal male e non riesce a camminare. Si ficca nella schiena una siringa piena di cortisone. Lo fa senza il minimo dubbio che fosse giusto o meno. Ecco: lì ho visto un uomo fragile, che però per amore della partita, del calcio, del Napoli era capace di fare qualsiasi cosa".


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