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Masini: "Ho fatto pazzie per la Fiorentina. Suonai la sera che morì mia madre"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Masini: Ho fatto pazzie per la Fiorentina. Suonai la sera che morì mia madre

Il cantante ha parlato anche della sua squadra del cuore: "Per la Fiorentina qualche schiaffo l'ho preso. Ero capo tamburino: trasferte impossibili, freddo, treni regionali strapieni".


Marco Masini, noto cantante fiorentino, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera: "Ogni estate sono a casa di Conti a discutere anche di calcio. A mangiare focaccia all’olio sfogliando i giornali sportivi con le dita unte, discutendo delle amichevoli d’agosto e degli affari più improbabili del calciomercato. Giorgio Panariello è invece milanista sfegatato, ad ogni Milan-Fiorentina ci prendiamo in giro fino alla morte. Però di calcio ne capisce, il ragazzo è competente. E poi Giorgio è molto sensibile, ha passato momenti difficili con suo fratello ed è stato uno dei primi a starmi vicino quando ne ho avuto bisogno, riesce sempre a sdrammatizzare e questo aiuta".


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Sul padre: "Papà faceva il rappresentante di prodotti per parrucchieri, spesso lo accompagnavo nei suoi giri: era capace di entrare in un negozio per un caffè e uscire con 700 mila lire di ordine. Io stesso ho frequentato un corso tecnico su permanenti e colore. Non ho mai tinto i capelli a nessuno, tantomeno i miei, però in caso sarei in grado. Qualche schiaffo l’ho preso. Trasferte impossibili per la Fiorentina, freddo, treni regionali strapieni, in quattro in una singola più i tamburi, perché ero capo tamburino".


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Nel 2001 annunciò che non avrebbe cantato più a causa della accusa di portare sfortuna

"Non volevo ritirarmi, solo avvisare i miei fan che non era colpa mia se non mi si vedeva più in giro. Le tv non mi volevano ospitare. Quelli della mia casa discografica mi comunicarono: 'Ci spiace, ma sei un prodotto invendibile'".

Chi era stato a far partire la vergognosa catena?

"Un addetto ai lavori. Lo stesso che, ogni volta che mi si nominava, faceva le corna o altri scongiuri. I colleghi, gli amici, per fortuna mi sono rimasti vicini. Eros Ramazzotti è tra quelli che più mi hanno difeso".

La musica è un ambiente particolarmente cattivo?

"No, è come tutti gli altri. E in ogni campo quel che ti succede dipende anche da te. Qualche sbaglio posso pure averlo fatto. Nella scrittura, nel modo di socializzare. L’ho capito e sono cambiato. Mi sono evoluto. Non è stato facile, però avevo la certezza che il tempo aggiusta tutto. C’è chi non arriva a fine mese, quelli sono problemi, io nel complesso mi ritengo molto fortunato".

Sui capelli

"Ho cominciato a perderli da ragazzo, quando facevo il servizio militare nella Vam, la vigilanza dell’aeronautica, per colpa dell’elmetto stretto. Non ho fatto il trapianto, ma un rinfoltimento con capelli artificiali, sono giapponesi, tengono fino a 80 kg di strappo".

Rifarebbe tutto, nel lavoro e nella vita?

"Non andrei a suonare la sera che è morta mia mamma Annamaria. Avevo 18 anni e di lei mi resta un ricordo sbiadito ma dolcissimo, è stata un angelo che mi ha salvato tante volte e mi salva ancora. Stava già male, ma avevo un concerto alla Bussola di Chianciano Terme. Ho rispettato l’impegno. La più grande ca***ta della mia vita".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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