Marsiglia, Gattuso: "Grosso ha rischiato. I ragazzini piangevano, fatemi dire due cose"
Gennaro Gattuso, tecnico del Marsiglia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa ed è tornato sull'agguato di alcuni criminali al pullman del Lione.

I fatti di Marsiglia scuotono ancora la Francia. A tornare sull'assalto al bus del Lione dei tifosi, all'esterno del Velodrome, è il tecnico italiano Gennaro Gattuso, allenatore dell'OM, in conferenza stampa. Ecco alcuni passaggi: "Fabio Grosso ha rischiato di perdere un occhio. Ci siamo sentiti lunedì, stava andando già all'allenamento. Mi dispiace perché con lui ho un rapporto speciale, abbiamo condiviso qualcosa di incredibile da giocatori (la vittoria del Mondiale nel 2006, ndr), ma anche domenica doveva essere una serata incredibile. Allo stadio c'erano 65mila persone, con famiglie, gente che arrivava anche dal Belgio. Ho visto ragazzini piangere e fatemi dire che la maggioranza dei nostri tifosi era arrabbiata perché nessuno di loro si sente rappresentato da tre, quattro personaggi che hanno rovinato una giornata di festa".
Poi ha aggiunto: "L'abbiamo vissuta male. Ho parlato con Fabio anche della fortuna che ha avuto, perché se fosse stato preso in pieno nell'occhio, avrebbe potuto anche perderlo. Insomma, alla fine gli è andata anche bene. All'inizio non avevo visto Fabio insanguinato, sembrava fosse stato curato con 3-4 punti e che non fosse grave. Dopo aver visto è giusto che non si sia giocato. Non voglio dar lezioni, non sono un sindaco o un prefetto, ma l'hotel del Lione distava cinque minuti. Magari, visto che la partita era a rischio, andava chiusa la strada per quei cinque minuti. Magari è facile dirlo, e non nella pratica, ma è quello che penso".
Infine ha concluso: "Si parla sempre di come Margaret Thatcher sradicò l'hooliganismo in Inghilterra. Allora vuol dire che servono leggi. Fatemi dire che queste poi andrebbero fatte a livello europeo, ma prima e non dopo che succedono fatti del genere. Situazioni simili le ho vissute anche da calciatore. Ricordo il caso Sandri e altri 4-5 situazioni gravi, ma poi si torna al campo, a pensare alla partita. Anche domenica, c'era un po' quella sensazione, ma fino all'ultimo ho chiesto alla squadra di restare concentrata, perché eravamo pronti a scendere in campo. Poi è giusto che il Lione abbia deciso di non giocare”.
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