Marocchino: "Napoli, non è finita. A Cagliari i calciatori erano distrutti"
L'ex calciatore della Juventus, Domenico Marocchino, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della testata giornalistica AreaNapoli.it.

Domenico Marocchino è cresciuto nel vivaio della Juventus, vestì le maglie tra le altre di Juniorcasale e Cremonese prima di esordire in Serie A con la maglia dell'Atalanta, il 17 dicembre 1978, in occasione della gara contro la Fiorentina terminata 0-0. Nel 1979 tornò alla Juventus. Nelle quattro stagioni in bianconero vinse due scudetti e una Coppa Italia. Il 5 dicembre 1981 fu una data memorabile per Marocchino. Esordì a Napoli con la maglia della Nazionale nella gara conclusiva delle qualificazioni UEFA al campionato del mondo 1982, vinta 1-0 contro il Lussemburgo. Domenico Marocchino ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it in collaborazione con Rete Smash.
Come spiega la crisi del Napoli?
"Non credevo che il Napoli avesse tutte queste difficoltà, sono sorpreso. Ripetersi non è mai semplice. Credo che gli azzurri abbiano pagato alcune situazioni che si sono create al termine della scorsa stagione".
Si riferisce all'addio di Spalletti?
"Esattamente. Io credo che abbia tolto delle certezze alla squadra, è mancata la giusta fermezza. Poi qualche giocatore ha abbassato il proprio rendimento ed è chiaro che tutto il collettivo abbia pagato dazio".
Domenica il Napoli affronterà la "sua" Juventus
"Quella tra Napoli e Juventus è sempre una bella partita. Sarà un match di capitale importanza soprattutto per gli azzurri. Io penso che possa ancora puntare a qualcosa di importante. Con i tre punti a partita tutto è possibile, non è ancora finita. Sarebbe sufficiente un filotto di cinque, sei vittorie consecutive per risalire velocemente. Il campionato è così: si sale e si scende molto rapidamente. E poi mi lasci dire un'ultima cosa".
Prego
"Mi ha molto colpito la disperazione dei calciatori del Napoli dopo il pareggio del Cagliari. Erano distrutti. Ciò dimostra quanto la squadra tenesse a vincere quella partita. Ma è chiaro che ora i partenopei non si possano permettere altri passi falsi".
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