Marino: "Napoli da Scudetto senza Allegri! Gattuso ha trasformato il lavoro di Ancelotti"

L'ex dirigente azzurro Pierpaolo Marino ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento vissuto dal calcio italiano.
Pierpaolo Marino, ex direttore generale di Napoli ed Atalanta, ritornato all'Udinese, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di 'Marte Sport Live', trasmissione di approfondimento in onda sulle frequenze di Radio Marte. Queste le sue considerazioni affidate all'emittente campana: "Rinnovo Gattuso? Il Napoli fa benissimo, Rino sta facendo cose egregie, non dimentichiamo cos’era il Napoli quando è arrivato. Vedere come l’ha trasformato testimonia la mano dell’allenatore. Gennaro Gattuso sta facendo cose egregie, ricordo cos'è era il Napoli di Carlo Ancelotti e Rino l'ha trasformato. E' scesa la quota scudetto degli azzurri? In questo scenario sicuramente il Napoli è da scudetto, sarebbe un peccato non approfittare del contesto tecnico attuale nel quale manca una Juventus irresistibile come quella di Max Allegri".
Marino ha poi aggiunto: "La Serie A chiede aiuti economici al Governo? Ogni micro o macrocosmo che sia ha i suoi problemi, Sky non ha ancora pagato una rata dei diritti televisivi del campionato scorso. Le società prendono impegni che poi vanno rispettati, se non li rispettano ci sono danni di bilancio che possono portare anche al fallimento dell’impresa calcistica. Ovvio che è un settore più ludico di altri ma ogni impresa e azienda ha sue regole e bilanci da rispettare. Le difficoltà sono enormi, per via dei mancati incassi. Peraltro ancora non si sa come si concluderà la vertenza in atto con Sky sull’ultima rata. Ci sono oggettive difficoltà che possono mettere a grave repentaglio la vita di alcune società. Non dimentichiamo poi che il calcio, attraverso il gettito IRPEF, dà allo stato centinaia di milioni, contribuendo ad alleviare le sofferenze del bilancio dello Stato. Momento più difficile di sempre del calcio italiano a livello economico? Sì, peggio anche della crisi del 2008. La convivenza che dovremo avere con la pandemia ci porta a non aver ancora provato ciò che succederà. Gli scenari economici non sono affatto rosei, le insofferenze di piazza ci danno segnali su un futuro che può essere preoccupante. La mia preoccupazione non è solo per il calcio ma per l’economia generale. Sia per il calcio che per il Paese è la più grossa crisi, non ha ancora prodotto i suoi effetti totali".






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