Marino: "La prima telefonata di De Laurentiis mi sembrò uno scherzo. Retroscena Maradona e Lavezzi"

Pierpaolo Marino, ex dirigente del Napoli, ha raccontato la sua esperienza alla guida del club partenopeo in due momenti storici molto diversi.
Se dici Pierpaolo Marino la mente va al Napoli di Maradona prima e a quello di Aurelio De Laurentiis poi. C'era sia nel 1987, anno del primo scudetto, sia nel 2004 quando il club partenopeo, grazie al nuovo club, provava a rinascere dalle ceneri del fallimento.
Marino: "La prima telefonata di De Laurentiis mi sembrò uno scherzo"
Ai microfoni del quotidiano Il Mattino, l'ed direttore generale del Napoli ha raccontato tanti retroscena. Ecco alcuni passaggi: "Io sono arrivato al Napoli nel 1985 e il primo giorno fu la presentazione a Piazza dei Martiri del nuovo corso Napoli con me, Allodi e Ottavio Bianchi. De Laurentiis? È stato strabiliante perché lui mi telefonò una mattina di fine agosto e io ero a Udine. Disse “io sono Aurelio De Laurentiis, sono un suo compaesano”. Eravamo tornati poco dopo Ferragosto da Napoli con Pozzo dove avevamo tentato di comprare il Napoli di cui avrei fatto il presidente per conto di Giampaolo Pozzo. Mi sembrava uno scherzo. Poi lui continuò a parlare e la prima volta l'ho conosciuto perché mi disse “la posso invitare a cena in Svizzera sul set del film che sto girando di Natale?” a Gstaad. Allora io mi presi qualche ora per rispondere perché ero sotto contratto con l'Udinese".
"Ho conosciuto De Laurentiis sul set di un film"
Ed ha aggiunto: "Telefonai a Giampaolo Pozzo e gli dissi “guardi presidente mi ha chiamato il futuro proprietario del Napoli, quello che ci ha battuto nell'asta, e mi vorrebbe parlare. Lei mi autorizza ad andare in Svizzera?” E lui mi disse “vada vada così gli vendiamo qualche giocatore”. Trovai Luigi, il figlio di Aurelio De Laurentiis, che mi aspettava all'aeroporto e con la macchina mi portò a Gstaad. Per cui l'ho conosciuto sul set del film di Gstaad fra attori, registi e siamo stati lì fino alle 5 del mattino a parlare perché lui voleva conoscermi e io volevo capire le garanzie di questa persona perché non lo conoscevo. Alla fine uscimmo con una stretta di mano che poi sancì la nascita della Napoli Soccer".
"Hamsik, Lavezzi e Romano: gli acquisti a cui tengo di più"
"Acquisti a cui sono legato? Qui devi parlare di Hamsik e di Lavezzi perché sono quelli che ricordano anche le generazioni più giovani, ma l'acquisto di Francesco Romano, nell'anno dello Scudetto nella campagna suppletiva di novembre che completò la squadra dello Scudetto in maniera eccezionale, è quello a cui sono più legato perché fu l'elemento che fece quadrare quella squadra. Mancava proprio un regista come lui. Lo andai a comprare una sera a Trieste dove risiedeva il presidente De Riù della Triestina e lì De Riù invitò a cena me e Marchetti, che era un ex giocatore della Juventus che era il direttore sportivo della Triestina. Finimmo alle due di notte perché non riuscivamo a trovare la quadra dell'operazione. Firmammo i contratti con la data primo novembre io e De Riù, mentre Romano avrebbe dovuto firmare il giorno dopo. Romano faceva i salti di gioia. «Vengo a giocare con Maradona», mi diceva. Firmammo tutto e con questo contratto mi misi in viaggio per Napoli. Arrivai alle 11 del mattino e presi un taxi perché non avevo preso neanche l'autista dato che non volevo spifferi da nessuna parte. Presi il taxi e c'era il radiogiornale. Una delle notizie di apertura era: “clamoroso a Trieste, arrestato il presidente della Triestina De Riù. La guardia di finanza ha fatto un blitz alle 6 del mattino”, e io ero uscito alle 2 dalla sua casa. Mi dispiaceva per De Riù, che si era comportato molto bene con me, ma quel contratto che avevo in mano quanto valeva?".
L'acquisto di Lavezzi al Napoli
"Lavezzi? Allora non c'era né Youtube e non c'era soprattutto Wyscout che oggi è il supporto con cui anche un direttore sportivo non ha bisogno di muoversi. Cyterszpiler, un mio amico e procuratore di Maradona, ogni settimana, appena si concludeva la giornata del campionato argentino, mi mandava i DVD di tutte le partite e insieme ad Armando Rizzo vedemmo subito Lavezzi. Lui è stato l'unico giocatore della mia carriera che come potenzialità di gamba ricordava, ora dico un'eresia, vaghissimamente Diego. Perché io non ho mai visto giocatori con quella forza nei quadricipiti, proprio come aveva Maradona. E anticipai l'Atalanta che già era lì in Argentina per prenderlo".
Il retroscena su Maradona al Mondiale del 1986
"Quella telefonata fu importante per andare in Messico. Restai qualche giorno a seguire anche un po' gli allenamenti, perché conoscevo tutti i giocatori dell'Argentina, e alla fine della partita io ero nello spogliatoio dello Stadio Azteca. Arrivò Maradona dopo i vari giri di campo e premiazioni e vide me che stavo con Carmando e mi abbracciò. Io gli dissi “mamma mia che hai combinato. Hai vinto il mondiale da solo”, perché quella era una squadra che solo lui poteva far vincere. E lui mi disse: “sì direttore, non ti preoccupare. Ora ho vinto per gli argentini poi l'anno prossimo si vince per i napoletani e faccio vincere anche te”. Pensai fosse troppo euforico, ma l'anno dopo vincemmo Scudetto e Coppa Italia".






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