Marino: "Il Napoli non aveva nemmeno computer e palloni. Tesserai 25 giocatori in 4 giorni"
L'ex direttore del club azzurro: "Orgoglioso d'aver gettato le fondamenta e d'aver avuto l'intuizione di Castel Volturno".

Pierpaolo Marino ha ricordato le sue esperienze a Napoli, soffermandosi in particolar modo il progetto avviato da Aurelio De Laurentiis, venti anni fa, per rilanciare il club azzurro dopo il fallimento: "Io ricordo la conferenza stampa di partenza, fu il 10 settembre 2004, e lì effettivamente si parlava di calcio, si parlava di un progetto importante. Ma non c'erano né palloni, né campi d'allenamento, né uffici del Calcio Napoli, né computer" ha affermato l'ex direttore sportivo dei partenopei ai microfoni di Sportitalia.
Marino ha poi aggiunto: "Quando ho dovuto tesserare 25 giocatori in quattro giorni perché il campionato era già iniziato in C, non sapevo dove scrivere i contratti. Mi feci aiutare da mio figlio Ernesto che ora è avvocato, e scriveva sul block notes perché non avevamo neanche un ufficio. E' stata un'avventura bellissima, io credo di aver fatto le fondamenta, io sono molto orgoglioso anche che con l'aiuto del compianto commendador Coppola avemmo l'intuizione di Castel Volturno, che è stato fondamentale per lo sviluppo del Napoli".
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