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Maradona, Paoletti: "Diego supereroe profanato. Racconti ignobili e senza rispetto"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maradona, Paoletti: Diego supereroe profanato. Racconti ignobili e senza rispetto

Pierpaolo Paoletti ha parlato di Diego Armando Maradona con un lunghissimo post apparso su Facebook.


Pierpaolo Paoletti, giornalista ed amico di Diego Armando Maradona nei suoi anni di Napoli, si sfoga sul suo profilo Facebook, sulle notizie che arrivano sulla morte del fuoriclasse più amato di sempre: "Avevo deciso per il silenzio. Sinceramente ogni cosa  che mi veniva da scrivere mi sembrava inutile, riduttivo, perfino futile. Questa mattina, però, accendendo la tivvù intorno alle 10, sono rimasto basito prima leggendo i giornali (fatico a non citarli...) poi guardando 'Storie Vere', Rai Uno, condotto da una veneta, ex attrice di soap, abitante del Grande Fratello, lanciata nel mondo dell'entertaiment dalla tivvù di Stato, laureata in Scienze della Comunicazione ma giornalista dal 2016. Appena 4 anni!  Non me ne voglia Eleonora Daniele ma la prima ora della puntata è stato uno scempio. Un insulto al diritto di cronaca, alla verifica delle fonti, la scelta e la gestione di ospiti e commenti.  Sulla morte di Maradona non si può orecchiare, bisogna certificare verità. Non si può cedere alla voglia di ascolti, ma essere osservanti della più stretta deontologia.   Nel facile azzardo di esprimere ogni ipotesi perché lui e solo lui non può più rispondere, ribattere, zittire! Maradona è stato un senso di giustizia che non c'è nel mondo. Non è stato Pelè, neppure CR7 o Messi, non è mai stato una bella statuina da copertina. E' stato e sarà sempre di Villa Fiorito, il barrio degli ultimi, dei poveri, della rivoluzione, del coraggio. La Villa mai dimenticata, mai lasciata".


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Inoltre, Paoletti, aggiunge: "Ha unito i Davide di tutto il mondo contro i Golia del potere, pagandola cara (come racconta Carlo): perseguitato dalla finanza, arrestato dalla policia, condannato senza processo dalla pubblica opinione bacchettona e falsamente perbenista. Diego invece non ha mai evitato il faccia a faccia, accettando la sfida dell'essere sempre contro, scomodo, difensore delle verità più nascoste, segrete, irraccontabili. Ci ha sempre messo 'la faccia', come diceva, ed ha pagato, ogni errore, ogni battaglia; sempre sulla sua pelle. Ha gridato al mondo di non voleva essere un esempio, lo è diventato suo malgrado, contro il suo stesso sentire. L'immortalità nei pensieri della gente di ogni età, ogni dove è l'ultima lezione che lascia. Per la vita dei giovani, il loro futuro. Lo ha fatto morendo sessantenne, incurante di sè, malato, SOLO! Nelle ultime tre  settimane dall'operazione al cervello fino al tristissimo 25 novembre, dov'erano tutte le persone che dicevano di volergli bene? Non è mai stato facile stargli accanto: da manager, amico, collaboratore, compagno di squadra e di vita. Non è stato facile neanche viverci insieme, dividere lo stesso letto, accettare le fughe ed i ritorni, bugie che tutti sapevano essere bugie, scandali e vizi".


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