"Maradona mi ripeteva sempre 'Hei Bruno, vieni a Napoli'. Pensavo a mio padre". Il retroscena
In un'intervista a La Gazzetta dello Sport l'ex calciatore Bruno Conti ha raccontato un aneddoto legato a Diego Armando Maradona.

Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Bruno Conti ha ricordato così il Mondiale di Spagna 1982: "Prima di Italia-Argentina, dalla finestra dell’albergo vedo un lunghissimo striscione: “Per il mondo sei Bruno Conti, per Nettuno sei Marazico”. Erano i miei amici d’infanzia, venuti fin lì in macchina con i pochi risparmi…Arrivammo in Spagna tra le polemiche, lui era contestato per le convocazioni e perché la squadra all’inizio stentava. Gli mancarono di rispetto e avviammo il silenzio stampa. Era nostro padre e il Padre Nostro non si tocca. Vincemmo anche per lui".
Poi le parole al miele sulla Roma e l'aneddoto su Diego Armando Maradona: "Cosa è: tutta la mia vita. Ancora oggi quando sento gli inni di Venditti, Fiorini e Conidi mi emoziono, mi viene la pelle d'oca. Ho passato due anni al Genoa per farmi le ossa in prestito, avendo come maestro Simoni, ma non ho mai pensato di lasciare la Roma, neanche quando Maradona ogni volta che ci incontravamo mi diceva "vieni a Napoli". Mio padre, romanista fino al midollo, non me l'avrebbe mai perdonato".
Conclusione di Bruno Conti ha raccontato il momento dell'addio al calcio giocato: "Il giorno prima perdemmo la finale di Coppa Uefa in casa con l’Inter. Eppure allo stadio arrivarono 80mila persone, con le bandiere col mio volto. A fine partita feci il giro di campo con i miei figli Daniele e Andrea. Mi inginocchiai sotto la curva, mi tolsi lo scarpino sinistro, lo baciai e lo lanciai ai tifosi. Ora mi rimetto a piangere, porca zozza…".
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