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Maradona, l'avvocato delle figlie: "Assassinato a sangue freddo, era in un porcile"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maradona, l'avvocato delle figlie: Assassinato a sangue freddo, era in un porcile

Fernando Burlando, legale di Dalma e Gianinna Maradona, si è duramente scagliato contro chi ha portato alla morte di Diego Armando Maradona.


Nella giornata conclusiva delle arringhe delle parti civili al processo per la morte di Diego Armando Maradona, in corso a Buenos Aires, l’avvocato delle figlie dell’ex calciatore ha invocato pene severe per il neurochirurgo Leopoldo Luque e per il resto dello staff medico che lo aveva in cura. Fernando Burlando, legale di Dalma e Gianinna Maradona, ha chiesto 15 anni di carcere per Luque, 12 anni per Nancy Forlini (coordinatrice dell’assicurazione sanitaria Swiss Medical) e 10 anni per la psichiatra Agustina Cosachov.


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Le dichiarazioni dell'avvocato delle figlie di Maradona

Le richieste riguardano il delitto di omicidio semplice con dolo eventuale. Per lo psicologo Carlos Diaz sono stati chiesti cinque anni, mentre per l’infermiere Ricardo Almiron e il suo superiore Mariano Perroni quattro anni ciascuno: tutti e tre sono considerati responsabili di omicidio colposo. L’arringa di mercoledì 14 ottobre, durata oltre tre ore, è stata la più lunga, dura ed emotiva tra quelle ascoltate nelle fasi finali del dibattimento al tribunale di San Isidro. "Hanno ucciso un eroe mitologico, un guerriero capace di viaggiare verso l’oblio e la morte e di farvi ritorno a proprio piacimento. E lo hanno fatto in modo vile, sfruttando la sua salute cagionevole", ha dichiarato Burlando.


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"Assassinato a sangue freddo"

"All’inizio di questo processo ho detto che Diego è stato assassinato. Oggi lo ripeto: è stato assassinato a sangue freddo, e quell’affermazione non si basa più su ciò che ha presentato la difesa o su quanto sostenuto da Dalma e Gianinna. Oggi quella tesi si fonda su tutte le prove che sono emerse nel corso di queste udienze".

"Era in un procile"

L’avvocato ha poi insistito sulle condizioni in cui si trovava Maradona: "Diego è stato ricoverato in quella casa che ho definito un porcile, ma ci è arrivato vivo. I medici che lo avevano in cura hanno ignorato segnali e sintomi che avrebbero preoccupato chiunque. Il corpo di Diego chiedeva aiuto, ma l’indifferenza è stata brutale", ha sottolineato.


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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