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Maradona Jr: "Papā doveva restare a Dubai. Barcellona-Napoli č la sua partita"

Il figlio del Pibe de Oro ha parlato alla Gazzetta dello Sport: "A Napoli ha trascorso gli anni migliori della sua vita".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

17/02/2022 09:33 - Interviste
Maradona Jr: Papā doveva restare a Dubai. Barcellona-Napoli č la sua partita

Diego Armando Maradona Junior protagonista di un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Diversi i temi trattati dal figlio del Pibe de Oro. Verrebbe subito da fare il paragone con Messi, che invece ha optato per il Psg. "Sono storie diverse, in epoche lontane. Leo è dovuto andar via per i problemi societari, papà invece voleva il Napoli. Per giunta i rapporti con la società non erano buoni quando lasciò Barcellona". È facile immaginare per chi avrebbe tifato? "Esattamente. Sarebbe stata senz’altro la sua partita per quello che ha dato ad entrambe le squadre, ma anche perciò che ho visto due anni fa non ho dubbi che avrebbe sperato in una vittoria del Napoli".

La storia del club si divide sempre tra prima e dopo l’arrivo di Maradona. Crede che un discorso simile si possa fare anche per la vita di suo padre? "Ne sono certo. Non si è creato soltanto un legame, per quanto forte sia stato: a Napoli ha trascorso gli anni migliori. Lo hanno segnato in un modo unico, ciò che ha fatto ha avuto un effetto tangibile anche nelle vite di tante persone".

Le sarebbe piaciuto viverlo a Napoli dopo il riavvicinamento? "Col senno di poi è facile rispondere di sì. Per me sarebbe dovuto rimanere a Dubai, era un momento della sua vita in cui gli serviva la tranquillità e lì ce l’aveva".

Il ritorno si giocherà allo stadio Maradona. Che effetto le fa? "È una sensazione meravigliosa, non solo per me: i miei figli – il primo si chiama proprio Diego – un giorno potranno dire che è intitolato al nonno, che se l’è meritato. Si avverte tutto diversamente con questo nome, si percepisce un’aura nuova".

Restando nel mistico in tanti lo stanno invocando, come se dovesse vegliare in modo divino sulla squadra. "Chi se non lui poteva riuscire in una cosa del genere. In alcuni momenti sembrava aver convinto la gente di avere una componente trascendente. Chiaramente era umano, ma aveva davvero qualcosa di speciale".

C’è una cosa che non gli ha detto? "No, non potevo permettermi di perdere altro tempo. Abbiamo subito costruito un rapporto sincero e per questo mi ritengo molto fortunato. Non ho rimpianti".


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