Maradona jr: "A dicembre sarò in Argentina, la Maradona Cup mi fa imbestialire"
Il figlio del Pibe de Oro ha parlato in un'intervista a Repubblica: "Il 21 dicembre partirò per l'Argentina. Resterò a Buenos Aires una decina di giorni e andrò a salutare papà".

Oggi ricorre il 61esimo anniversario della nascita di Diego Armando Maradona. L'edizione odierna di Repubblica ha intervistato il figlio, Diego Armando Maradona JR: "Per me quella di oggi sarà una giornata molto particolare e naturalmente triste. Come trascorrerò la giornata? La mattina ho allenamento con i miei ragazzi. Siamo reduci da tre vittorie consecutive e sono molto soddisfatto. I miei calciatori si divertono e credono in quello che fanno. Ho sempre pensato che l’allenatore incida, ma poi in campo vanno i giocatori. Sono loro a fare la differenza. Poi tornerò a casa e starò con mia moglie Nunzia e i miei figli, Diego Matias e India il più possibile. Dovrei ritirare un premio in serata, ma ovviamente non ho molta voglia di sorridere. Un anno fa di questi tempi stava cominciando il periodo più brutto della mia vita".
Prima il Covid, poi le notizie terribili da Buenos Aires.
"Sì, esatto. Ho contratto il Covid e sono stato ricoverato all’ospedale Cotugno a causa della polmonite proprio quando mentre le condizioni di salute di mio padre peggioravano dopo l’intervento alla testa. Tutto poi è finito quel maledetto 25 novembre".
Ma Napoli non ha mai dimenticato Maradona.
"Di questo sono felice e molto orgoglioso. La gente di Napoli innanzitutto gli ha dato tanto amore quand’era in vita. Il rapporto è stato incredibile. Papà se lo meritava per quello che ha fatto. Napoli si è contraddistinta per un grande amore nei confronti di Maradona soprattutto nell’ultimo anno. Mi fa piacere che ci sia questo tributo oggi in varie zone, per un uomo che ha cambiato la storia della nostra città, non soltanto dal punto di vista sportivo".
Si è espresso duramente sui social nei confronti della Maradona Cup in programma tra Barcellona e Boca. Come mai?
"Non voglio entrare nel dettaglio di questa competizione, ma mi fa imbestialire un fatto. Vorrei puntualizzare un aspetto. Le uniche persone destinate a gestire l’immagine di mio padre siamo io, Dalma, Gianinna, Jana e Diego Fernando. I figli. Siamo noi i legittimi eredi. Eppure non veniamo mai messi al corrente di nulla. Questo è assurdo, dovremmo essere coinvolti perché siamo gli unici a poter decidere. Ma c’è qualcuno che cerca di millantare diritti che non ha".
Ha rapporti con i suoi fratelli?
"Certo. Adesso siamo uniti nel dolore, che ovviamente ognuno vive a modo suo. Nostro padre non c’è più e noi vogliamo conoscere la verità su quanto accaduto dopo l’operazione al cervello. Seguiamo con molta attenzione il processo penale in Argentina che deve accertare i fatti ed eventuali responsabili. Vogliamo capire quello che è successo a nostro padre e non ci fermeremo. Siamo tutti d’accordo, glielo dobbiamo".
Quando andrà in Argentina?
"L’anno scorso non ho potuto per il Covid. Non ero in condizioni di affrontare un viaggio in aereo. Finalmente ora posso coronare questo mio desiderio dopo essere diventato pure cittadino argentino. Ho l’ultima partita con il Napoli United il 19 dicembre, il 21 partirò. Resterò a Buenos Aires una decina di giorni e andrò a salutare papà".
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