Maradona, il medico Luque: "Per me era come un padre. Mi mandava via, una volta mi saltò addosso"

Il medico personale di Diego Armando Maradona si difende: " fatto tutto ciò che si poteva fare per un amico, e di più. Per me era come un padre".
Leopoldo Luque, medico che ha assistito Diego Maradona, si difende dalle accuse di non aver assistito l'argentino in modo adeguato. "Ho fatto tutto ciò che si poteva fare per un amico, e di più. Per me era come un padre. Purtroppo è lui che aveva deciso di lasciarsi andare. Tante volte mi mandava via, come un padre ribelle, e il giorno dopo mi chiamava. ‘Luque, sto bene, vaffanculo, vai via’. Tante volte è successo, ma perché avevamo un rapporto diverso. E così è stato quando, non volendo uscire della camera, sono entrato e mi ha mandato via. Mi ha detto che mi avrebbe dato un pugno e gli ho risposto che per quello doveva prima alzarsi, e poi prendermi. Mi sono distratto un attimo e lui mi è saltato addosso, ma il mio obiettivo era raggiunto, perché alla fine si era alzato".
"Il giorno dopo, sono andato a rimuovere i punti della testa, e lì, con un sorriso, mi ha detto: ‘Hai paura, eh?’ Era sul divano e ha chiuso gli occhi, facendo finta di dormire. Poi al nipote: ’Hai visto come l’ho preso in giro?’. Abbiamo fatto molto di più di quello che potevamo fare, di quello che Diego voleva fare. E sono stato io il responsabile di estendere la sua vita, anzi, che ci fossero degli infermieri nella casa era perché io usavo il pretesto della testa operata, quando in realtà, su quello era assolutamente a posto", ha raccontato Luque.






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