"Maradona e Platini non ci sono riusciti. Cruijff, Guardiola e Ancelotti si". La teoria di Velasco

La teoria e i segreti del grande Julio Velasco, che ha rilasciato una lunga intervista ad Aldo Cazzullo.
Julio Velasco, allenatore di pallavolo e dirigente sportivo argentino naturalizzato italiano, commissario tecnico della nazionale femminile italiana che ha vinto l'oro alle Olimpiadi di Parigi, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera. Velasco ha legato la sua fama prima ai trionfi alla leggendaria Panini, con cui ha vinto quattro campionati italiani consecutivi dal 1986 al 1989, successivamente alla nazionale maschile italiana, di cui è stato commissario tecnico dal 1989 al 1996: sotto la sua gestione gli azzurri, fin a quel momento ai margini del volley mondiale, nel corso degli anni 90 del XX secolo si affermarono tra le nazionali più forti di tutti i tempi grazie ai successi della cosiddetta generazione di fenomeni. Velasco ha vinto, con l'Italia, due mondiali e tre europei.
Ma qual è il segreto di un grande allenatore come lui? Ne ha parlato con Aldo Cazzullo e ha tirato in ballo altri straordinari personaggi della storia dello sport: "Un allenatore, e in genere un leader, non fa nulla. Fa fare le cose agli altri. E deve convincerli. L’allenatore è prima di tutto un insegnante; per questo deve uccidere il giocatore che è stato. Se non lo fa, rischia di fallire; e più forte è stato, più il rischio è alto. Capello, Cruijff, Guardiola, Ancelotti ci sono riusciti; Maradona e Platini no".






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