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Maldini: "Maradona? Mi vergognai e gli chiesi scusa. Leao, Spalletti, Chiellini: vi dico tutto"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maldini: Maradona? Mi vergognai e gli chiesi scusa. Leao, Spalletti, Chiellini: vi dico tutto

Paolo Maldini, ex giocatore del Milan e della nazionale italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni a MilanNews.


Paolo Maldini, ex calciatore e capitano del Milan, oggi responsabile dell'area tecnica del club rossonero, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Muschio Selvaggio. Ecco alcuni passaggi riportati da Milannews.it.: "Quali sono le differenze tra Sacchi, Ancelotti e Capello? Nel carattere: Sacchi non ha giocato a calcio. Non dico avesse timore, ma magari aveva una maniera d'approccio diversa rispetto a quella di un grande ex calciatore. E' stato molto difficile anche perché è cambiato il metodo di lavoro: con Sacchi ci ha ammazzato. C'erano meno conoscenze rispetto ad oggi perché poi sono arrivati i preparatori atletici. Io credo di essere andato in overtraining per metà della mia carriera. L'importante è non mescolare troppi lavori. Io andavo a casa ed ero fidanzata con Adriana, ma non ce la facevo a mangiare fuori (ride, ndr). Ancelotti l'ho avuta nella parte migliore della mia vita, quando hai 30 anni gestisci le emozioni in maniera diversa e godi dei momenti di tensione. La cosa che più mi manca è quel misto di eccitazione e paura che c'e quando si arriva allo stadio nelle grandi partite. Prima dici "Cazzo...", poi speri di riprovarla. Dopo i 30 anni vivi le cose in maniera più logica e tranquilla. Capello mi ha preso e mi ha detto: "Sai di essere il migliore al mondo?" e da lì ho preso la responsabilità del migliore del mondo e mi ha fatto crescere molto".

Poi sui ricordi che ha di Maradona: "Diego e Ronaldo il brasiliano sono i più forti. Io non ho giocato contro Messi, grazie a Dio. Cr7 è un grande bomber, ma ha meno magia degli altri due. Io ero veloce e forte fisicamente, ma loro erano ancora più veloci. Diego poi era simpaticissimo: quando l'hanno nominato nella Hall of fame, mi sono vergognato per avergli dato tante di quelle botte e gli chiesi scusa".


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Poi ha aggiunto: "Se ricordo l'episodio con Chiellini in un Milan-Juventus della stagione 2008-2009 quando gli misi le mani al collo? In occasione di un corner mi aveva dato una gomitata, io mi ero già rotto il naso più volte e quindi volevo evitare di romperlo di nuovo e quindi mi sono arrabbiato parecchio. Poi è arrivato Buffon e mi ha detto di calmarmi. Sono cose che capitano, però dovete sapere che in allenamento è anche peggio, capita di perdere anche la pazienza. Mi ricordo poi un altro episodio, in un trofeo Berlusconi in cui ho tirato una testata a Casiraghi, mio compagno di squadra in nazionale. Che vergogna quella volta. In quella partita avevo anche segnato e alla fine ero stato eletto miglior giocatore della partita nonostante l'espulsione. Io lo rifiuto perché mi vergognavo. Casiraghi tra l'altro il giorno dopo si doveva sposare e lo ha fatto con l'occhio nero".

"Se Leao può diventare un top player e un top rapper? Ha già fatto un disco. Una volta mi ha chiesto se poteva farlo uscire il venerdì e il sabato poi giocavamo. Io gli faccio: 'Cosa?!'. Lui poi mi ha spiegato che nel mondo della musica i dischi escono il venerdì. E gli ho detto: 'Allora domani devi fare due gol'. Leao è un talento pazzesco. Io sono un esteta grazie a mio papà e Leao è bello da vedere, è qualcosa di unico. Ha le carte in regola per diventare un top. Lui era in panchina al Lille e quando è arrivato gli ho detto che lui giocava per il suo Instagram perché metteva video bellissimi con dei dribbling e giocate, ma poi finiva la stagione con due gol segnati. Lo abbiamo aiutato a cambiare questa mentalità. Uno così talentuoso deve lavorare anche più degli altri per sfruttare il suo talento". 

"Se ho chiarito con Spalletti? Non c'è bisogno di chiarirsi. La cosa bella della maturità è anche questa. E' venuta fuori una frase che non ho detto ("Hai già vinto lo scudetto, non rompere i c...", ndr). Io non volevo fare casino ed essere rumoroso, in quel momento i protagonisti erano altri e non noi". 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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