Malagò: "De Laurentiis mi è stato molto vicino quando mio padre si è ammalato. Messaggio a Gattuso"

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nella sua intervista rilasciata ad Il Mattino ha trattato di diversi argomenti.
Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad Il Mattino. Diversi gli argomenti trattati nel corso dell'intervista. Il calcio è ripartito ieri, con la prima semifinale di Coppa Italia Juve-Milan, e stasera si riapre il San Paolo per Napoli-Inter. Cosa cambia giocando a porte chiuse? "Cambia molto, ma non tutto. Il calcio ha fatto di necessità virtù, perché si è messo in condizione di accettare delle limitazioni per ripartire".
A un certo punto era sembrato che lei, il presidente del Coni, fosse contrario alla ripartenza. Di più, il nemico del calcio. "Mi è dispiaciuto per certi giudizi, c'è chi ha voluto creare una contrapposizione che non esiste. Che non può e non deve esistere. Ma il calcio non può avere canali privilegiati rispetto ad altri sport. Mi ero permesso di dire che sarebbe servito un piano B per la ripartenza e mi sembra che siano stati messi sul tavolo un piano B e un piano C. Lo avevo detto non per invadere il campo ma perché quel piano alternativo andava immaginato anche conoscendo la complessità di interlocuzione del mondo del calcio, le sue conflittualità, le peculiarità dei suoi rappresentanti. Di tutto questo nessuno può e deve stupirsi".
Tra i presidenti con cui si confronta di più c'è De Laurentiis, che oggi lancia la sfida verso la conquista della terza Coppa Italia della sua gestione. "Ci siamo sentiti frequentemente, anche su argomenti non sportivi. È stato molto vicino a mio padre quando si è ammalato".
Il Napoli si è affidato a Gattuso per chiudere una stagione di grande sofferenza: da allenatore, come era da calciatore, dà l'idea di chi non molla. "È su un'altra panchina importante dopo quella del Milan, tutti sappiamo cosa rappresenta il Napoli nel mondo. Durante il lockdown ho visto e rivisto le partite del Mondiale del 2006 e quasi ci siamo dimenticati quale contributo abbia dato Gattuso per vincere la Coppa, con quella personalità e quella umiltà che ha anche da allenatore. Quando era al Milan, abbiamo talvolta fatto riflessioni sullo sport, sempre interessanti e concrete. Gli ho mandato un messaggio per la scomparsa della sorella e nella sua risposta c'erano tutte la sua forza umana e la sua sensibilità".







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