Mahieux: "Stadi chiusi, il calcio ha poco senso: vedete il Napoli. Fortapāsc? Che emozione Siani"

Ernesto Mahieux, noto attore in passato David di Donatello, č intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania.
Ernesto Mahieux, noto attore partenopeo e tifoso del Napoli, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo e Donato Martucci, con la partecipazione di Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "Napoli-Milan? Se fosse entrata quella palla finita sulla traversa, sarebbe andata diversamente. Dobbiamo dire che le Nazionali hanno stancato i calciatori, lo stesso Insigne, che ha giocato molto bene con l'Italia, non ha reso al massimo con gli azzurri. Gattuso? Quando andò via Ancelotti e presero lui ero molto scettico, dissi: "Ma che vuole questo?", invece mi ha smentito e vorrei incontrarlo. San Paolo senza tifosi? L'assenza del pubblico si fa sentire, i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo. Quante volte sotto di un gol, il Napoli ha recuperato? Succede anche a teatro, quando c'è poco pubblico recitiamo malissimo. Non si può giocare a calcio senza pubblico, per me il campionato andava fermato, capisco sia un business, ma non si può assolutamente andare avanti così. Maurizio Costanzo Show aperto al pubblico? Maurizio Costanzo cumanna isso... E' gente che preferisco ignorare, non parliamo proprio del gruppo Mediaset, quella è aria dittatoriale. Teatri chiusi? Gli attori fanno il tampone, ma il problema sono gli asintomatici, è tutta una questione da valutare. Il calcio sicuramente muove più soldi del teatro e quindi giocano".
Poi ha aggiunto: La mia carriera? Mio padre faceva il guantaio, ci faceva ascoltare Eduardo, la Traviata, non c'era la televisione, costava una botta. Ascoltavamo tutto per radio, con la fantasia di bambino e la capillare descrizione di mio padre che ci raccontava le scene, sembra assurdo, ma le più belle commedie le ho viste in radio. Da qui è nata la mia grande passione per il teatro. Fortapasc? E' stato un parto difficile, Marco Risi non trovava i soldi, ha avuto una gestazione di sei o sette anni, poi l'abbiamo fatto: è stata una gioia per me, è stato straordinario raccontare la storia di Siani. Quel ruolo lo feci con amore, mi portò anche una nomination ai Nastri d'Argento. Quel film mi è rimasto nel cuore. Sono fiducioso col Napoli, dopo una brutta gara, tira sempre dal cilindro una grande prestazione, speriamo bene per le prossime gare".






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