M. Chiariello: "Ho scritto un nuovo libro. Dio mi ha preso per mano quando stavo mollando"
Scrittore, opinionista, ex grafico della Gazzetta dello Sport, in passato anche calciatore. Michele Chiariello è questo e tanto altro...

Michele Chiariello non ha bisogno di presentazioni. Ex grafico della Gazzetta dello Sport, scrittore, opinionista in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche. Michele ha coltivato per anni il sogno di diventare un calciatore professionista. Nel 2006, tuttavia, scopre di essere affetto da sclerosi multipla. Questa patologia lo costringe a lasciare immediatamente il calcio, ma lui non si arrende e continua a combattere. Ha raccontato la sua voglia di vivere in "Never Give Up – Borgonovo, io…e Ringhio Gattuso", ora è tornato con un nuovo libro. La redazione di AreaNapoli.it ha intervistato lo scrittore.
Come nasce l'idea di scrivere un nuovo libro?
"Finalmente dopo circa tre anni sono riuscito a pubblicare il mio secondo libro dal titolo "DALLA PASSIONE PER IL CALCIO ALL'AMORE PER IL SIGNORE" ed anche in questa occasione tutto il ricavato sarà devoluto all'Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) in quanto è dal 2006 che lotto contro questa malattia e vorrei aiutare tutte quelle persone che quotidianamente si trovano a lottare una "battaglia" molto dura. Questo libro parla del cambiamento radicale che è avvenuto nella mia vita, un cambiamento avvenuto grazie all'incontro con il SIGNORE e che mi ha fatto capire quali sono le priorità a cui dobbiamo dedicare gran parte del nostro quotidiano".
Ha riscoperto la fede in Dio
"La fede in Dio mi ha fatto riscoprire quei valori a cui, erroneamente, dedicavo poco tempo, ossia la famiglia, l'amore, la vera amicizia. Valori e insegnamenti che Dio attraverso suo figlio Gesù ci ha donato. Oggi mi sento una persona con una grande ricchezza interiore e pronta a donare tutto me stesso a chi mi è accanto. Nell'ultimo anno pur avendo avuto un netto peggioramento del mio stato di salute, la situazione non mi spaventa affatto, anzi mi sento più forte, rinvigorito nell'anima e con una luce di speranza che cresce ogni giorno grazie alla Parola del Signore che accompagna i miei passi".
Segui ancora il calcio?
"Il calcio lo seguo solo quando non ho nulla di meglio da fare, ossia molto di rado. Anche perché da circa due anni sono molto impegnato nella mia parrocchia, San Giovanni Apostolo, dove ricopro il ruolo di consigliere pastorale e nel sociale, dove porto avanti con alcuni colleghi una estenuante battaglia contro l'abbattimento delle barriere architettoniche. Pensa un po', che pur essendo il vicepresidente nonché uno dei fondatori del Milan club Paolo Maldini della mia città, Barletta, in questa stagione non mi sono recato nessuna volta per vedere le gesta della mia squadra del cuore. Comunque posso tranquillamente confidarti che qualche sbirciata il lunedì mattina ai risultati, alle classifiche devo per forza di cosa darla, il richiamo per il calcio è ancora. Però del tuo Napoli posso dirti, come ho già detto in altre occasioni, che il vero male è il suo presidente. Un uomo arrogante e con pochissima umiltà. E' un padre padrone, uno che esalta il suo Ego senza pensare al gioco di squadra, che è stato il vero valore del Napoli straordinario che ha dominato lo scorso campionato. E questa cosa da uomo del sud mi fa molto male".
Insomma, Never give up
"Tu sai benissimo che "Never give up" per il sottoscritto non è solo un motto, ma è uno stile di vita. A maggior ragione negli ultimi anni dove la mia salute è diventata molto precaria sino a portarmi a muovermi in sedia a rotelle, ma non mi arrendo. La cosa più bella è che oggi accanto al NON MOLLARE MAI ho un amico in più, c'è DIO che mi ha preso letteralmente per mano, mi ha tirato su proprio mentre stavo mollando, e mi ha indicato la strada da seguire. Vorrei concludere questa mia intervista con un passo del Vangelo "Io sono la vite, voi i tralci" (Giovanni 15:1-8). Auguro a tutti, soprattutto ai giovani, di avere fede sul serio, di credere sempre in quello che fanno e di non arrendersi mai, tanto in qualunque posto e in ogni momento della vita, non sarete mai soli, ci sarà sempre Dio al vostro fianco. E ringrazio te, Francesco, che mi hai dato questa bellissima opportunità".
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