Lo juventino Giletti: "Se ci fosse stato Moggi lo avrebbe fatto accomodare a casa"
Massimo Giletti ha parlato del momento che vive la sua Juventus soffermandosi sulle criticità della compagine bianconera in vista della prossima stagione.

Il conduttore di fede juventina, Massimo Giletti, attraverso l'intervista rilasciata ai microfoni di TMW Radio, ha fatto il punto sulla sua Juventus mettendo in evidenza le "criticità" della squadra bianconera in vista della prossima stagione, con una ulteriore rivoluzione dell'organico a disposizione di Tudor.
Cosa ne pensa dell'allenatore croato Igor Tudor? "Ci ha permesso innanzitutto di andare in Champions. Quando Tudor dice dopo Venezia certe cose, se ci fosse stato Moggi lo avrebbe fatto accomodare a casa. Credo in lui, perché conosce la Juve e sa come bisogna essere forti qui, però è stata una scelta forzata. Ha perso il treno di Conte più volte e qualche dubbio mi viene". Ha evidenziato l'esperto conduttore televisivo attraverso l'intervista rilasciata oggi.
E Comolli?
"Spero che non faccia la fine di Vasseur alla Ferrari, che sia una scelta migliore. Ottimo l'arrivo di David, si trova in una situazione non semplice ma io sarò provinciale e credo che il calcio italiano richieda uomini italiani per fare mercato. Poi le valutazioni le faremo alla fine".
La Juve post-Agnelli sta diventando come il Manchester post-Ferguson?
"La Juve ha pagato un dazio altissimo, è stata colpita per la questione Superlega, che a me non ha mai convinto come scelta. Molto curioso che abbia pagato solo la Juve per le plusvalenze, che tutti comunque fanno anche ora. Non so se siamo come lo United, ma sono convinto che non sarà un anno molto semplice per la Juve".








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