Lino Banfi confessa: "Mi puntarono una pistola in faccia. Berlusconi mi chiamava..."
In un'intervista a Fanpage l'attore e comico Lino Banfi ha raccontato alcuni retroscena sulla sua vita.

Intervistato in esclusiva da Fanpage, Lino Banfi ha ammesso di non avere rimorsi sulla sua carriera: "Io rifarei tutto. A partire dai film ‘scollacciati’ – la liceale, la professoressa eccetera eccetera – ma erano film “pulitissimi”. Ne abbiamo scherzato di recente con Edwige Fenech, con Gloria Guida, loro si facevano quattro docce a film per permetterci di guardare nello spioncino, quindi erano “pulitissimi”. Scherzi a parte, sono tutte scelte che rifarei senza problemi. Con il Commissario Lo Gatto di Dino Risi è cambiato qualcosa. Fu un film fatto bene, che richiamava i polar francesi, i gialli italiani, tutto girato a Favignana. Un’esperienza fantastica".
Poi su Silvio Berlusconi: "Il personaggio è divisivo e le polemiche fanno parte del gioco. Berlusconi avrà avuto i suoi difettucci, ma è stato un grande uomo. Gli errori di percorso ci sono, ma alla fine della strada c’è più bene che male. Intestare un aeroporto a una persona che ha lasciato un marchio solido nella storia, è davvero il minimo. Mi manca la telefonata che ogni anno mi faceva l’11 luglio. Da quarant’anni mi chiamava e mi diceva: “Ciao vecchio!”, perché io avevo tre, quattro mesi più di lui".
Chiusura di Lino Banfi con una confidenza particolare: "A me sono accadute cose più gravi, mi puntarono una pistola in faccia per prendersi l’orologio. Truffe, mai. Anche perché se dovesse succedere, trufferei io loro".
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