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Le frasi di Spalletti (anche sulla Juventus) che i napoletani non dimenticheranno


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Pubblicato nella sezione Interviste
Le frasi di Spalletti (anche sulla Juventus) che i napoletani non dimenticheranno

Luciano Spalletti resterà per sempre nella memoria e nel cuore di tutti i tifosi del Napoli per il grande lavoro svolto che ha portato allo scudetto.


Sono le 23 circa del 28 maggio 2023. Il Napoli è campione d'Italia già da settimane, i tifosi sono come il perlage di uno champagne che non finisce mai, ma vogliono sapere cosa farà Spalletti, il mister, il condottiero dello Scudetto. E ci pensa lui, Aurelio, il presidente, a dare l'annuncio in tv dopo giorni di dribbling e frasi sibilline. Da Fazio la rottura degli argini: "Luciano mi ha chiesto un anno sabbatico, io sono un generoso e gliel'ho concesso. Spalletti è un uomo libero. Dopo cinquant'anni di cinema, quando qualcuno viene da te e dice d'aver dato il massimo e d'aver chiuso un ciclo della sua vita, preferendo vivere un anno sabbatico, che fai, ti opponi?". Parole che cancellano le simpatiche ipotesi dopo quel sibillino "vi depisteremo" del tecnico toscano travestito da Zorro.

Spalletti è già leggenda per tutti i napoletani, è colui che ha spalancato definitivamente la porta che Napoli da tempo stava provando ad aprire per far entrare il sole anche nei vicoli scuri di Carmela della canzone di Sergio Bruni. Questa sua decisione va accettata. Lui stesso aveva tuonato: "E' tutto deciso, lo deve dire il club". E il club, attraverso il massimo dirigente, lo ha detto. Chiaro e tondo. Finisce, dunque, l'era di SpallettOne.   


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I napoletani ricorderanno una frase su tutte pronunciata dopo Napoli-Cagliari, stagione 2021/22: "Ero scarso da giocatore e da allenatore, poi mi sono fatto il mazzo e mi è capitato di vincere contro squadre e allenatori più forti". Il lavoro e la caparbietà pagano.

E poi come dimenticare come presentò Napoli-Juventus della scorsa stagione: "I tifosi della Juve sono della maggioranza del Sud, ma c’è un Sud che non tiferà mai Juventus. Per questo Sud, essere napoletani e tifare Napoli è l’unica cosa che conta".

Inoltre le parole da brividi alle giovanili: "Si può essere uomini o donne senza essere campioni, ma è impossibile diventare campioni senza essere veri uomini o vere donne".

In scia, a febbraio scorso, il discorso ai bambini arrivati a Castelvolturno per seguire l’allenamento del mattino: "Così non va bene. E la scuola? C’è sciopero? E allora quando si recupera questa mattinata di scuola, oggi pomeriggio?". "Mai - dicono i bambini ridendo - mister, il Napoli è la prima cosa". E Spalletti spegne ogni risatella: "E quando ti dovrò allenare e non capirai cosa ti dico? Io quelli che non capiscono non li voglio".

Anche la virata sulla mentalità è stata fondamentale: "Arbitri? Ho sempre detto che lamentarsi è da sfigati e vale anche per le decisioni degli arbitri che possono sembrarci sfavorevoli".

Poi il cuore di ogni ragionamento spirituale che collega i tempi azzurri: "Per capire l'anima di Diego Armando Maradona va ascoltato quando cantava forse più che vedere le sue prodezze in campo. La sua grandezza è come faceva sentire gli altri e quando li faceva diventare grandi".

Ai razzisti che vomitavano veleno dopo il furto della sua panda a Napoli (notizia data da me e rubata da tutti), disse: "Bisognerebbe vedere in che stato ce la ridanno, quanti chilometri hanno fatto, come sono le gomme... E se non ci sono i cd di Pino Daniele non la riprendo!".

Vogliamo forse dimenticare le parole dopo il pari contro la Salernitana che rimandò la festa scudetto di qualche ora? No di certo: "L'amore dei tifosi si percepisce ed è massiccio dentro la testa, rappresentiamo il loro sogno. Volevamo fare quel gol in più per donarlo direttamente a loro, ma dal mio punto di vista si dilaziona il mio godimento. In questa classifica io ci sto benissimo, rimandiamo la festa ma vuole dire proseguire coi festeggiamenti perché alla fine quei punti li faremo". 

Uomini forti, destini forti. Luciano non è solo forte, è una parte meravigliosa che il destino che ha voluto regalare a Napoli.

Ha tatuato il Napoli sulla pelle e lo scudetto. E ora ogni napoletano avrà lui come tatuaggio nel cuore e nell'anima. Non faccia come qualche sprovveduto passato da queste parti: si prenda l'anno sabbatico, poi eviti di fare il bischero. Ha capito, Luciano? E' per lei, questo post è per lei. 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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