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Lazio, Felipe Anderson: "Abbiamo fatto una richiesta a Sarri, ha detto testuali parole"


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Pubblicato nella sezione Interviste

Il brasiliano parla dopo il suo ritorno in maglia biancoceleste e racconta un episodio indicativo del nuovo corso tecnico della Lazio di Lotito.


Felipe Anderson è tornato alla Lazio. Il brasiliano sarà nuovamente protagonista a Roma, sponda biancoceleste, dopo l'addio del 2018. Un ritorno voluto da Maurizio Sarri, dal ds Tare e dallo stesso calciatore. Queste le sue parole a Lazio Style Channel: “Sembra di non essere mai andato via. Dal primo giorno del ritorno mi sono sentito felice. C’è un bell’ambiente. I calciatori vecchi e nuovi mi hanno accolto benissimo. L’anno scorso sono venuto in vacanza qui, mancavo da due anni. Sembrava che ancora giocassi qua, nessuno aveva dimenticato nulla. Mancava solo dire: ‘Dai domenica c’è la Lazio…’. Sono motivato, questa di tornare è la scelta migliore. Volevo sentire di nuovo questa atmosfera, ho subito detto sì”.


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Poi ha aggiunto: "In Inghilterra ho lavorato tanto sulla forza e sull’intensità, sono cresciuto tanto. In Premier non pensano molto alla tattica, qui in Italia è importantissima. Il primo anno è andata bene, il secondo non tanto. Poi da entrambe le parti c’è stata la decisione di lasciarsi. Rimane comunque una bella esperienza al West Ham. Anche Sarri mi ha spinto a venire qui, contro di lui era difficile giocare. Ci siamo affrontati a Londra. Le sue squadre si divertono molto. Glielo abbiamo chiesto tutti noi calciatori: ‘Vogliamo divertirci anche noi”. Ci ha risposto che serve solo lavorare. Bello sentire che un allenatore ti vuole in squadra. Io voglio lavorare sodo per ripagare la fiducia del tecnico, dei tifosi. Mi sento più forte, sono in pace e chiedo di divertirmi. Mi importa cosa accade alla squadra, non i gol. Vincere conta e sicuramente è bello aiutare la squadra. Lavoriamo per la Champions League. In questi ultimi anni la Lazio ha vinto tanto. Bello stare in un club che ha grandi ambizioni. I calciatori si allenano per vincere, anche le partitelle in allenamento. Nessuno vuole mai perdere. Ho ritrovato una squadra più competitiva, cattiva, ambiziosa. Vogliamo vincere a tutti i costi. E anche Sarri è così. Insieme faremo grandi cose. L’avversario più forte? Van Dijk in Premier League. Era in una fase incredibile, non si passava. Il compagno più forte è Milinkovic-Savic. É cresciuto tanto. Tutti i miei compagni li ho seguiti sempre, l’amicizia è incredibile. Luka Romero e Raul Moro? Luka diventerà speciale, difficile vedere un calciatore così piccolo con la sua esperienza. Quando siamo giovani andiamo d’istinto, lui non è così. Stesso discorso per Raul. Hanno umiltà e andranno lontano. Provo ad aiutarli come in passato altri hanno fatto con me. Io chiedevo tanto, non accettavo di sbagliare. Ma nel calcio alcune cose vengono naturali, uno sbaglio non può far andare tutto male. Serve leggere i momenti, rischiare quando c’è fiducia. Lotito? Un rapporto bello, ha creduto in me fin da quando mi ha portato qui. Lo ringrazio come ringrazio Tare. Mi hanno preso da infortunato. I rapporti sono rimasti sempre ottimi, è stato facile tornare. Il Milan? Ci vuole tempo per arrivare a certi livelli. Bello vincere le prime due e contro i rossoneri sarà una bella partita. Dobbiamo credere nel vincere contro tutti. Stiamo lavorando proprio per questo”.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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