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Lazio, Calvano: "Scambio col Napoli è una follia. Luis Alberto è un tipo particolare"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Lazio, Calvano: Scambio col Napoli è una follia. Luis Alberto è un tipo particolare

Il giornalista di Unfolding Roma, Giuseppe Calvano, ha parlato degli intrecci di calciomercato tra la Lazio e il Napoli.


Giuseppe Calvano, giornalista di Unfolding Roma ed esperto del mondo Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista ad AreaNapoli.it soffermandosi, tra le altre cose, sugli intrecci di calciomercato tra la società biancoceleste e il Napoli. Il cronista ha parlato inizialmente di Luis Alberto, calciatore accostato al club di Aurelio De Laurentiis: "Luis Alberto non ha un carattere particolare, lui è particolare. A volte ha comportamenti non proprio regolari con il resto del gruppo, vedi il saltare l’ultima partita in casa della Lazio e il relativo saluto al pubblico biancoceleste per tornare in Spagna una settimana prima, oppure tornare con qualche giorno di ritardo senza avvisare o fare critiche a volte non richieste, tipo il video dove commentava non in maniera consona l’acquisto dell’aereo griffato Lazio da parte del Presidente Lotito".


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Ancora su Luis Alberto: "Ma poi, il genio, la magia e tutto si mette alle spalle, i suoi assist, i suoi numeri, la voglia di dimostrare a tutti che non è un bidone ma un grande giocatore. Ha bisogno però di attenzione, di un tecnico e un direttore sportivo che lo proteggano sempre e comunque, di sentirsi al centro di un progetto. Simone Inzaghi era perfetto per lui, lo ha ridisegnato da numero 10 dietro le punte a un 10 atipico, a coprire una lunga zona di campo, a lottare per recuperare palloni oltre poi inventare palle geniali per le ripartenze di Ciro Immobile. C’è un aneddoto che solo il pubblico laziale può ricordare, dopo un primo anno quasi disastroso con la maglia biancoceleste, 10 presenze e un gol e un pensiero al ritiro dal calcio giocato, lo spagnolo si presenta al ritiro estivo con i capelli mesciati di biondo, come se fosse un nuovo inizio, una nuova ripartenza, stringe un patto con Simone Inzaghi, accetta di indietreggiare di qualche metro, da trequartista a mezzala, sinistra per la precisione e tutto diventa come per magia un nuovo giorno o un giorno nuovo scriverebbe Baglioni. 47 presenze, 12 reti e 14 assist. Il resto è storia recente".


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Dove si esprime meglio Luis Alberto?

"Luis Alberto, mezzala sinistra con propensione offensiva all’ennesima potenza e vizio dell’assist. Negli anni ha imparato anche la fase difensiva unendo corsa e fantasia. Probabile il ruolo ritagliato da mister Inzaghi è di gran lunga il migliore da quando gioca a calcio". 

Mario Rui e Mertens alla Lazio? Sono affari possibili?

"Quando ci sono di mezzo gli ex allenatori è normale pensare ai giocatori che ha avuto nella sua precedente squadra. Mario Rui a Roma non viene nominato e pensare di scambiarlo con Luis Alberto è follia conoscendo il presidente Lotito. La Lazio cerca cash e non giocatori da scambiare. Mertens è un obiettivo di Sarri, lo è da quando si è capito che il belga non avrebbe rinnovato, ma il problema è, l’ingaggio prima, alto per i parametri della Lazio e il posto da titolare poi. A Roma chi arriva per fare il vice Immobile fa il vice nel vero senso della parola, scampoli di partita e qualche apparizione in Coppa Italia e nelle partite iniziali di Europa League, Mertens accetterebbe questa cosa? Lotito si può permettere un vice che praticamente gioca poco o niente a quelle cifre? A meno che  Sarri abbia in mente altri piani tattici la cosa è difficile da realizzare". 

Com'è il rapporto tra Tare e Sarri? Si parla di incomprensioni tra i due?

"Dal mondo Lazio non trapela nulla o quasi, un circuito chiuso. Tutto il resto sono spifferi da grande piazza, tra radio e giornali dedicati 24 ore su 24. Se Sarri ha firmato è perché è sicuro che la società e, di conseguenza, il Direttore Sportivo si metteranno a disposizione per allestire una squadra che vada bene al tecnico, anche se bisogna ricordare che a volte sono le società stesse a mettere i tecnici in condizione di far bene andando contro qualche scelta. Nomi? Se non ricordo male a Napoli non si sarebbe potuto giocare senza Valdifiori nel 2016 scelto da Sarri per poi virare su Jorginho titolare inamovibile, oppure con Eriksson che non vedeva Nedved o Pioli che il primo anno ha fatto giocare pochi minuti Milinkovic Savic. Società, direttore sportivo e tecnico ce la metteranno tutta per creare una Lazio più forte, anche a fronte di una possibile cessione eccellente".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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