Lavezzi cuore azzurro: "Potevo andare alla Juventus, ma mi ridussi l'ingaggio per il Napoli"

Il Pocho si racconta a Luca Toni su Prime Video tra il mito di Maradona, il rifiuto ai bianconeri e il primo surreale impatto con la città: "Ero chiuso in un negozio, dovette salvarmi la polizia".
Ezequiel Lavezzi non ha mai nascosto il legame viscerale che lo unisce a Napoli, ma i dettagli sulla trattativa che lo portò all'ombra del Vesuvio nel 2007 continuano a regalare perle d'amore puro verso la maglia azzurra. Intervistato da Luca Toni ai microfoni di Prime Video, il Pocho ha riavvolto il nastro del suo arrivo in Italia, rivelando retroscena clamorosi sul suo no alla Juventus e sul primo, indimenticabile impatto con la passione del popolo partenopeo.
Retroscena Lavezzi Il rifiuto alla Juve nel nome di Diego
A fare da bussola per la carriera dell'argentino è stato un solo identikit: quello di Diego Armando Maradona. Di fronte alla domanda diretta di Toni sul perché avesse scelto proprio Napoli, Lavezzi ha risposto senza un attimo di esitazione: "Napoli per Diego". Un'operazione fortemente voluta dal giocatore stesso, pronto a tutto pur di calcare il prato del San Paolo: "Lì ho deciso io. Potevo andare a Udine, mi voleva prendere anche la metà del cartellino la Juve. Invece mi sono abbassato l'ingaggio e sono venuto a Napoli. Volevo giocare nella squadra in cui ha giocato lui in Italia e che ha fatto la storia".
L'amore dei napoletani per il Pocho: quella volta che intervenne la polizia
Dopo la firma, il contatto reale con la piazza è stato un vero e proprio shock culturale e di affetto. Lavezzi ha ricordato divertito il suo d'esordio nelle vie cittadine, trasformatosi subito in un episodio surreale: "L'impatto? Una pazzia, non mi aspettavo tutta quella gente. Il primo giorno esco dall'albergo a Castel Volturno per andare in città a comprare un paio di scarpe: hanno dovuto chiudere il negozio per la folla all'esterno".
Un assedio d'amore durato ore, risolto soltanto dall'intervento delle forze dell'ordine: "Sono stato due ore chiuso dentro fino a quando non è venuta a prendermi la polizia," ha raccontato Lavezzi prima di piazzare la stoccata finale con la sua solita ironia: "E ci tengo a precisare che non ero mica andato a rubarle!".








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